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Galles, farmacie in crisi: due su tre hanno fatto ipoteche per restare aperte

14 Febbraio 2026

In Galles quasi due proprietari di farmacia su tre hanno dovuto ipotecare la propria abitazione o attingere ai risparmi personali per tenere aperta l’attività nel corso del 2025. È quanto emerge da un’indagine pubblicata il 12 febbraio dal Pharmaceutical Journal e basata su interviste condotte dalla National pharmacy association (Npa) su 246 farmacie gallesi, oltre un terzo del totale regionale.

Secondo i risultati, il 60% dei proprietari (147 intervistati) ha fatto ricorso a mutui o risparmi privati per sostenere l’operatività quotidiana, mentre un terzo (33%, pari a 81 farmacie) ha dichiarato di non essere riuscito, almeno in alcuni momenti dell’anno, a saldare puntualmente o integralmente le fatture dei grossisti. Un quadro che si aggrava ulteriormente se si guarda alla capacità di erogare i servizi: nessuno dei rispondenti ritiene di disporre di finanziamenti sufficienti per garantire le prestazioni di base previste dal contratto con Nhs Wales (nel Regno Unito ogni nazione ha il proprio sistema sanitario) e appena il 4% afferma di avere margini economici per sostenere il nuovo servizio di prescrizione promosso dal governo gallese.

Da qui l’appello della Npa a un intervento immediato del governo di Cardiff, con l’introduzione di un pagamento straordinario di stabilizzazione analogo a quello già riconosciuto ai medici di medicina generale. David Thomas, membro del board gallese della Npa, parla senza mezzi termini di una situazione insostenibile: «È semplicemente ingiusto aspettarsi che i singoli titolari di farmacia ipotechino la propria casa o attingano al fondo pensione per sovvenzionare il costo delle prescrizioni e tenere aperte le porte ai pazienti». E aggiunge: «Le farmacie resistono con le unghie e con i denti. Senza un’azione urgente, il rischio è che chiudano definitivamente e che il nuovo servizio di prescrizione vada in fumo».

Le conclusioni della Npa trovano riscontro anche in Community Pharmacy Wales, il comitato che negozia i contratti delle farmacie con il servizio sanitario. Il chief executive, Russell Goodway, sottolinea che i dati «rispecchiano da vicino le nostre evidenze» e riferisce di un confronto in corso con il governo gallese per ottenere un sostegno strutturale: «Siamo in dialogo continuo con l’assessorato alla Salute e all’assistenza sociale da prima di Natale, per assicurare un pagamento ricorrente di stabilizzazione. È un supporto essenziale per evitare un ulteriore deterioramento e salvaguardare la sostenibilità del settore».

Dal canto suo, il governo del Galles rivendica gli investimenti effettuati negli ultimi anni, ricordando un incremento dei finanziamenti alle farmacie territoriali di oltre 40 milioni di sterline dal 2017, comprensivo di adeguamenti sopra l’inflazione negli ultimi due esercizi, di un contributo una tantum da 6 milioni per far fronte a specifiche pressioni sui costi e di più di 1 milione in sovvenzioni per miglioramenti strutturali in oltre cento sedi. A novembre, il segretario alla Salute e all’assistenza sociale Jeremy Miles aveva inoltre annunciato un aumento del 4% dei fondi per il 2025/26 nell’ambito del quadro contrattuale della farmacia convenzionata.