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Germania, allarme degli industriali sugli effetti di TrumpRx in Europa

12 Febbraio 2026

Il lancio negli Stati Uniti della piattaforma TrumpRx, voluta dal presidente Donald Trump per consentire agli americani di accedere a farmaci ad alto costo a prezzi scontati, rischia di produrre effetti a catena sul mercato globale del farmaco, con possibili ricadute anche sulla disponibilità dei medicinali in Germania e, di riflesso, negli altri Paesi Ue. A lanciare l’avvertimento è Pharma Deutschland, l’associazione delle industrie farmaceutiche tedesche.

Per ora TrumpRx propone un listino ridotto di circa 40 medicinali, ma il meccanismo alla base è quello del “Most Favored Nation” (nazione più favorita) annunciato da Trump già nel maggio 2025: i prezzi di vendita , in sostanza, sono agganciati a quelli praticati in altri Paesi e la Germania è uno dei riferimenti più ricorrenti. Il rischio quindi – come spiega Dorothee Brakmann, direttore generale di Pharma Deutschland, è che le imprese tedesche siano costrette a rivedere strategie di prezzo e di ingresso nei mercati: «Le aziende dovranno inevitabilmente rivalutare le proprie strategie di pricing e di lancio, con la conseguenza che la Germania potrebbe rimanere indietro nell’introduzione di nuovi farmaci o addirittura restarne esclusa. Dobbiamo impedire che la trasformazione del mercato statunitense avvenga a scapito dell’assistenza ai pazienti in Germania».

Il problema, prosegue Brakmann, è che «la politica dei prezzi americana mette sotto pressione le aziende farmaceutiche tedesche con business negli Usa. Il potere di mercato e l’intensità dell’export verso gli Stati Uniti sono troppo elevati perché la Germania non venga colpita in modo massiccio da TrumpRx». L’allarme riguarda in particolare l’innovazione: «I farmaci innovativi potrebbero essere commercializzati più tardi o per nulla in Germania o in Europa, per evitare riferimenti di prezzo bassi e proteggere il prezzo negli Stati Uniti». Un segnale in questa direzione sarebbe già visibile: oggi, ricorda l’associazione, ci sono 19 medicinali con status “breakthrough” disponibili negli Usa ma non in Germania. «La rapida e duratura disponibilità di farmaci innovativi per i pazienti tedeschi subisce così un’ulteriore pressione a causa di TrumpRx», conclude il Verband (associazione).

Per le farmacie europee, e italiane in particolare, il dossier merita attenzione: se il baricentro dei prezzi e delle strategie commerciali si sposta oltreoceano, il rischio è che l’accesso alle terapie più avanzate diventi più lento o più complesso anche nei nostri sistemi sanitari. Un tema che, avvertono da Berlino, non può più essere considerato solo una questione americana.