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Germania: la riforma entra in Parlamento, farmacie pronte a nuove proteste

4 Febbraio 2026

È conto alla rovescia, in Germania, per l’avvio dell’iter parlamentare dell’Apothekenversorgung-Weiterentwicklungsgesetz (ApoVWG), la proposta di legge del governo che dovrebbe riformare il sistema della farmacia. Ancor prima dell’approdo in aula, tuttavia, il percorso rischia di complicarsi: nel parere trasmesso in questi giorni, infatti, il Bundesrat (la camera che rappresenta i Länder, cioè le Regioni) ha chiesto all’esecutivo di istituire un gruppo di lavoro incaricato di indagare in modo sistematico le ragioni della crisi in cui versano le farmacie tedesche, segnata da chiusure che superano stabilmente le nuove aperture.

Secondo i Länder, l’eventuale aumento della parte fissa della remunerazione –sostenuto dal Bundesrat anche se nella riforma al momento non è previsto– non basterà a uscire dall’emergenza. Nel documento si sottolinea come sempre meno farmacisti scelgano oggi di aprire o rilevare una farmacia, scoraggiati da investimenti iniziali elevati, dall’assenza di un reddito garantito, da orari irregolari e dall’aumento delle responsabilità gestionali. «Sempre meno farmaciste e farmacisti, dopo aver valutato pro e contro, decidono di fondare o rilevare una farmacia aperta al pubblico», osservano le Regioni, ricordando che il numero degli esercizi è in calo continuo da anni. Per fermare quello che le rappresentanze professionali definiscono ormai “Apothekensterben” (moria delle farmacie) servirebbe dunque un’analisi approfondita delle cause: «Solo sulla base dei risultati di un’indagine completa potrà essere sviluppato un concetto sensato di misure capaci di rendere davvero di nuovo attrattiva la gestione di una farmacia», è la conclusione. Anche perché, ammette il Bundesrat, né la sola semplificazione burocratica né un generico “più risorse nel sistema” appaiono sufficienti.

Sul fronte sindacale e professionale, intanto, si alza il livello dello scontro. L’Abda (la federazione che riunisce ordini e associazioni dei farmacisti tedeschi) ha annunciato l’avvio, dalla primavera, di una campagna nazionale di mobilitazione contro l’impianto della riforma. «Chiameremo a una primavera di proteste», ha dichiarato il presidente Thomas Preis, spiegando che già in queste settimane partirà una campagna di affissioni con lo slogan “Le farmacie non esistono a costo zero”, seguita a febbraio da una petizione online rivolta ai cittadini. Il 25 febbraio, in un’assemblea straordinaria, l’Abda deciderà se affiancare a queste iniziative anche manifestazioni su scala nazionale.

Alla base della protesta c’è soprattutto la mancata revisione degli onorari, promessa dalla maggioranza che ha vinto le elezioni ma assente sia nel testo dell’ApoVWG approvato dal governo sia nel passaggio al Bundesrat. «Vista la situazione precaria di molte farmacie, l’aumento della remunerazione deve arrivare rapidamente», ha insistito Preis. A suo dire, il ruolo delle farmacie nella primary care resta centrale: ogni giorno si tengono oltre tre milioni di colloqui di consulenza, si realizzano circa dieci milioni di preparazioni galeniche l’anno, si garantiscono notte e festivi su tutto il territorio, mentre dal 2024 è stato superato il miliardo di ricette elettroniche gestite. Eppure, nonostante l’aumento dei fatturati legato ai farmaci ad alto costo, la redditività continua a scendere.

A fine 2025 le farmacie attive in Germania erano calate a circa 16.600 e il trend negativo, avverte l’Abda, è tutt’altro che arrestato. Negli ultimi dodici anni l’incidenza degli onorari delle farmacie sul totale della spesa dell’assicurazione sanitaria pubblica è calata fino all’1,8%, mentre i costi di gestione – trainati soprattutto dal personale – sono cresciuti di oltre il 65%. «Per molte farmacie un’attività economicamente sostenibile non è più rappresentabile», conclude Preis, ribadendo che solo un intervento politico deciso potrà fermare l’emorragia e preservare una rete considerata essenziale anche in chiave di resilienza del sistema sanitario.