Dopodomani migliaia di farmacie tedesche abbasseranno le serrande per protesta, in una delle più ampie mobilitazioni degli ultimi anni. L’agitazione è stata proclamata dall’Abda (Bundesvereinigung Deutscher Apothekerverbände, l’associazione federale dei farmacisti tedeschi), che rappresenta a livello nazionale sia gli ordini professionali sia le organizzazioni di categoria delle farmacie. Secondo le stime diffuse dagli stessi promotori e rilanciate dalla stampa tedesca, l’adesione dovrebbe coinvolgere una quota molto rilevante delle circa 18mila farmacie del Paese, con chiusure diffuse e servizi garantiti soltanto attraverso le farmacie di turno.
Alla base della protesta c’è una condizione economica che l’Abda definisce sempre più critica. Il sistema di remunerazione delle farmacie tedesche è fermo da anni, mentre nel frattempo sono aumentati in modo significativo i costi operativi: energia, personale e logistica pesano oggi sui conti delle officine ben più che in passato. A questo si aggiungono le tensioni legate alle carenze di farmaci e al crescente carico amministrativo, che sottrae tempo all’attività professionale senza essere adeguatamente compensato. L’organizzazione dei farmacisti denuncia un progressivo deterioramento della sostenibilità economica delle farmacie territoriali, con un numero crescente di chiusure soprattutto nelle aree rurali.
Le richieste rivolte al Governo federale sono ormai note: un aggiornamento dell’onorario per la dispensazione dei medicinali, misure per alleggerire gli oneri burocratici e interventi strutturali per garantire la tenuta della rete capillare delle farmacie, considerata essenziale per l’assistenza sanitaria di prossimità. Il tema è da mesi al centro del confronto con la politica, ma finora, secondo l’Abda, non sono arrivate risposte sufficienti. Da qui la decisione di una nuova giornata di protesta nazionale, che segue altre iniziative simili già organizzate nel 2023 e nel 2024.
In questo contesto si inserisce anche una campagna di comunicazione che prova a uscire dai canoni tradizionali della protesta di categoria. Nei giorni scorsi, infatti, ha attirato l’attenzione un video satirico realizzato dalla Ludwigs Apotheke di Augusta e rilanciato sui social dalla stessa Abda, che mette in scena le difficoltà economiche delle farmacie. Nel filmato, un finto rapinatore entra in farmacia chiedendo di svuotare la cassa, ma si sente rispondere che «qui non c’è nulla da prendere», perché le casse sono già vuote. Il dialogo si trasforma in una critica esplicita al mancato aggiornamento delle remunerazioni, fino alla battuta finale in cui si ricorda che il 23 marzo le farmacie saranno chiuse per protesta.
L’iniziativa nasce, come spiega la titolare Christiane Fahrmbacher-Lutz, dalla volontà di comunicare un disagio reale con un linguaggio diverso: «Quello che non va bene è lamentarsi, meglio ridere», afferma, pur riconoscendo che «ci sarebbero stati modi migliori» per protestare. E aggiunge, con riferimento alla mobilitazione nazionale: «Se non scendiamo in piazza ora ora, assicurazioni sanitarie e politica finiranno per ridere di noi».