In Germania sono semopre di più le farmacie che rinunciano all’apertura del sabato, strette tra carenza di personale qualificato e sostenibilità economica. A raccontarlo è un servizio della rivista specializzata Apotheke Adhoc, che prende le mosse dal caso della cittadina di Aschaffenburg, in Baviera, dove anche la farmacia Bavaria-Apotheke ha deciso di passare alla settimana lavorativa di cinque giorni.
Il titolare, Thomas Mucha, 48 anni, motiva la scelta con un carico di lavoro diventato insostenibile e con l’impossibilità di reperire collaboratori. «Sono da solo, non ho nessuno che possa darmi il cambio» spiega. Il suo team è composto da due Pta (Pharmazeutisch-technische Assistenten, tecnici di farmacia), tre assistenti e una farmacista di origini iraniane che ha chiesto il riconoscimento dell’abilitazione. La farmacia si trova in una zona periferica, a carattere quasi rurale: «Con questi volumi, tenere un farmacista abilitato in servizio il sabato non è economicamente sostenibile. Ci sono weekend con buona affluenza, specie prima dei festivi, e altri con poca clientela. Se devo assumere un altro farmacista, tanto vale chiudere».
Sul tavolo, oltre alla scarsità di personale, pesa anche un quadro regolatorio considerato rigido. In Germania, infatti, è obbligatoria la presenza costante di un farmacista abilitato durante l’orario di apertura. Mucha denuncia inoltre l’aumento dei turni di emergenza (Notdienst, il servizio di reperibilità fuori orario che garantisce a rotazione l’accesso ai medicinali anche di notte e nei festivi), l’eccesso di burocrazia e l’assenza di certezze sulla remunerazione: «Ai miei figli non consiglierei di gestire una farmacia». In un’inserzione pubblicitaria locale il titolare parla apertamente di «norme inflessibili che mi costringono a questo passo».
Il tema della “presenza obbligatoria” è al centro anche del dibattito sulla riforma della farmacia: mentre il governo federale lavora a una riforma che consentirebbe ai Pta di assicurare l’apertura della farmacia in situazioni di emergenza, i Länder (i governi regionali) restano contrari all’idea di una “farmacia senza farmacista”. La Bayerische Landesapothekerkammer (Camera bavarese dei farmacisti) si oppone a qualsiasi deroga strutturale.
La decisione di Mucha non è isolata. L’esempio arriva da colleghi come il titolare della Turm Apotheke e della Römer-Apotheke Niedernberg, entrambe chiuse il sabato. La clientela, riferisce la rivista, si mostra in larga parte comprensiva, ma le farmacie rimaste aperte segnalano difficoltà a gestire l’aumento di afflusso con organici già ridotti.
Formalmente, in Baviera le farmacie dovrebbero garantire almeno l’apertura del sabato mattina (indicativamente dalle 9 alle 12), salvo esenzione autorizzata dalla Camera regionale. La deroga è concessa solo se l’approvvigionamento dei medicinali viene assicurato da un’altra farmacia nelle vicinanze. Proprio questo meccanismo consente oggi a diverse realtà locali di sospendere il servizio nel weekend senza compromettere la copertura territoriale.