estero

Germania, sempre di più le farmacie che restano chiuse il sabato

17 Febbraio 2026

In Germania sono semopre di più le farmacie che rinunciano all’apertura del sabato, strette tra carenza di personale qualificato e sostenibilità economica. A raccontarlo è un servizio della rivista specializzata Apotheke Adhoc, che prende le mosse dal caso della cittadina di Aschaffenburg, in Baviera, dove anche la farmacia Bavaria-Apotheke ha deciso di passare alla settimana lavorativa di cinque giorni.

Il titolare, Thomas Mucha, 48 anni, motiva la scelta con un carico di lavoro diventato insostenibile e con l’impossibilità di reperire collaboratori. «Sono da solo, non ho nessuno che possa darmi il cambio» spiega. Il suo team è composto da due Pta (Pharmazeutisch-technische Assistenten, tecnici di farmacia), tre assistenti e una farmacista di origini iraniane che ha chiesto il riconoscimento dell’abilitazione. La farmacia si trova in una zona periferica, a carattere quasi rurale: «Con questi volumi, tenere un farmacista abilitato in servizio il sabato non è economicamente sostenibile. Ci sono weekend con buona affluenza, specie prima dei festivi, e altri con poca clientela. Se devo assumere un altro farmacista, tanto vale chiudere».

Sul tavolo, oltre alla scarsità di personale, pesa anche un quadro regolatorio considerato rigido. In Germania, infatti, è obbligatoria la presenza costante di un farmacista abilitato durante l’orario di apertura. Mucha denuncia inoltre l’aumento dei turni di emergenza (Notdienst, il servizio di reperibilità fuori orario che garantisce a rotazione l’accesso ai medicinali anche di notte e nei festivi), l’eccesso di burocrazia e l’assenza di certezze sulla remunerazione: «Ai miei figli non consiglierei di gestire una farmacia». In un’inserzione pubblicitaria locale il titolare parla apertamente di «norme inflessibili che mi costringono a questo passo».

Il tema della “presenza obbligatoria” è al centro anche del dibattito sulla riforma della farmacia: mentre il governo federale lavora a una riforma che consentirebbe ai Pta di assicurare l’apertura della farmacia in situazioni di emergenza, i Länder (i governi regionali) restano contrari all’idea di una “farmacia senza farmacista”. La Bayerische Landesapothekerkammer (Camera bavarese dei farmacisti) si oppone a qualsiasi deroga strutturale.

La decisione di Mucha non è isolata. L’esempio arriva da colleghi come il titolare della Turm Apotheke e della Römer-Apotheke Niedernberg, entrambe chiuse il sabato. La clientela, riferisce la rivista, si mostra in larga parte comprensiva, ma le farmacie rimaste aperte segnalano difficoltà a gestire l’aumento di afflusso con organici già ridotti.

Formalmente, in Baviera le farmacie dovrebbero garantire almeno l’apertura del sabato mattina (indicativamente dalle 9 alle 12), salvo esenzione autorizzata dalla Camera regionale. La deroga è concessa solo se l’approvvigionamento dei medicinali viene assicurato da un’altra farmacia nelle vicinanze. Proprio questo meccanismo consente oggi a diverse realtà locali di sospendere il servizio nel weekend senza compromettere la copertura territoriale.