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In Austria avviata sperimentazione per la televisita in farmacia

18 Marzo 2026

La telemedicina approda anche nelle farmacie austriache con un progetto sperimentale imperniato non sulle prestazioni cardiologiche a distanza ma sulla televisita. Il pilota si chiama ApoDoc e l’obiettivo è quello di garantire un accesso rapido al medico soprattutto nelle fasce orarie in cui gli studi sono chiusi.

L’iniziativa, promossa dall’Ordine dei farmacisti austriaci (Österreichische Apothekerkammer) in collaborazione con Uniqa Health Services e la startup Mavie Next, coinvolge in questa prima fase 15 farmacie tra Vienna e Alta Austria. Avviata da meno di un mese, la televisita è gratuita per i pazienti e proseguirà almeno sino alla fine di giugno, con una particolare focalizzazione sui cosiddetti “orari marginali”: il venerdì pomeriggio e il sabato mattina, quando la domanda di assistenza resta elevata ma l’offerta medica territoriale si riduce.

Il modello organizzativo è costruito attorno al ruolo di filtro e orientamento del farmacista. Quando il team della farmacia valuta che l’automedicazione non sia sufficiente, il paziente può accedere a una televisita in un’area riservata, tramite collegamento video con un medico di medicina generale. Prima della consultazione vengono raccolti e trasmessi i dati clinici essenziali; su un tablet è indicato anche il tempo di attesa per il collegamento. La televisita si svolge quindi in modo confidenziale e, se necessario, può concludersi con la prescrizione elettronica, immediatamente dispensabile in farmacia tramite il sistema nazionale (e-card).

Le casistiche individuate per questa modalità riguardano soprattutto bisogni acuti ma gestibili a livello territoriale: infezioni urinarie, congiuntiviti, stati influenzali o situazioni post-dimissione ospedaliera in cui il paziente necessita rapidamente di terapia. Il medico, inoltre, può richiedere test diagnostici eseguibili in farmacia, laddove siano disponibili dispositivi point of care, integrando così la televisita con attività di prima diagnostica.

La logica del progetto è riassunta dalla presidente della Camera dei farmacisti austriaca, Ulrike Mursch-Edlmayr: «Nessuno deve lasciare la farmacia senza aver ricevuto assistenza. Anche quando serve una diagnosi medica rapida, una chiara raccomandazione terapeutica e la fornitura diretta dei medicinali. Con ApoDoc è possibile effettuare un colloquio medico online in modo immediato, senza spostamenti inutili e in condizioni di riservatezza». Un’impostazione che punta a saldare in un unico percorso consulenza farmaceutica, valutazione medica e dispensazione.

Dal punto di vista sistemico, la televisita in farmacia viene presentata come uno strumento complementare, non sostitutivo, dell’assistenza territoriale tradizionale. L’obiettivo dichiarato è duplice: da un lato ampliare l’accesso alle cure in modo rapido e di prossimità, dall’altro contribuire a una migliore gestione dei flussi, riducendo il ricorso improprio ai pronto soccorso, soprattutto nei fine settimana. «La televisita in farmacia rappresenta un’integrazione delle cure primarie» sottolinea ancora Mursch-Edlmayr, evidenziando come il modello possa «migliorare la collaborazione ibrida tra professioni sanitarie e contribuire a un’assistenza coordinata e centrata sul paziente».

Un elemento distintivo rispetto alla televisita domiciliare è proprio la presenza del farmacista, che accompagna il paziente lungo tutto il percorso, dalla raccolta dei dati all’eventuale esecuzione di test, fino alla consegna del farmaco. «Questo modello unisce l’elevata accessibilità della farmacia con l’expertise dei medici», osserva la Camera, sottolineando il valore aggiunto di una presa in carico immediata e integrata.

Il progetto sarà oggetto di valutazione scientifica da parte dell’università Paracelsus Medizinische Privatuniversität (Pmu, Università privata di medicina Paracelso), che analizzerà efficacia, sicurezza e sostenibilità del modello. «Con ApoDoc si sperimenta un approccio innovativo che combina le possibilità digitali con l’elevata accessibilità delle farmacie» spiega il responsabile dello studio Olaf Rose «l’innovazione ha bisogno di una solida base di dati».