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Inghilterra, i mmg dovranno avere una mail per comunicare con le farmacie

27 Febbraio 2026

Nel nuovo contratto 2026/2027 per la medicina generale, il Nhs ha introdotto un obbligo destinato a incidere in modo diretto sui rapporti tra studi medici e farmacie del territorio: tutti i general practitioners (Gp) dovranno dotarsi di un indirizzo e-mail dedicato e costantemente monitorato per le comunicazioni con le farmacie di comunità.

La novità è stata annunciata con una lettera aperta inviata il 24 febbraio ai medici di famiglia da Amanda Doyle, direttrice per le cure primarie e i servizi territoriali del Nhs England. Nel documento si precisa che l’indirizzo e-mail «servirà a ricevere informazioni dalle farmacie di comunità nel caso in cui Gp Connect non sia disponibile e per nuove o emergenti attività della farmacia non ancora supportate tramite Gp Connect (per esempio la prescrizione indipendente in farmacia)».

Gp Connect è la piattaforma digitale del Nhs che consente la condivisione di informazioni cliniche tra studi medici e altri attori dell’assistenza primaria. L’accesso in lettura e scrittura alle cartelle dei pazienti da parte delle farmacie era già stato previsto dal contratto 2025/2026 dei GP. Tuttavia, un’analisi pubblicata nel novembre 2025 dal Pharmaceutical Journal aveva rivelato che, anche dopo l’entrata in vigore della misura, circa quattro farmacie su dieci non fossero in grado di inserire dati nelle cartelle dei pazienti, segno che alcuni medici avevano disabilitato la funzionalità.

Oltre all’e-mail dedicata, il nuovo contratto chiede agli studi di «riconfermare la farmacia nominata dal paziente ogni volta che viene emessa una nuova prescrizione (non una ripetizione)», ribadendo che i sistemi di invio e triage per i servizi clinici erogati dalle farmacie devono «offrire ai pazienti una scelta completa dei fornitori». Secondo la lettera, si tratta di un adempimento che «nella pratica la maggior parte degli studi già effettua» e che non dovrebbe comportare un aggravio significativo sulle visite.

Per la Royal Pharmaceutical Society, le modifiche riflettono «il ruolo sempre più clinico della farmacia di comunità e la necessità di una collaborazione più stretta nell’ambito delle cure primarie». Amandeep Doll, direttrice per l’Inghilterra della Rps, ha commentato che «riconfermare la farmacia nominata dal paziente e garantire che i sistemi di invio offrano una scelta completa dei provider dovrebbe sostenere sicurezza, trasparenza e accesso alle cure». E ancora: «Con l’erogazione di un numero crescente di servizi clinici da parte dei farmacisti, inclusa la prescrizione indipendente, è importante che i pazienti possano scegliere dove ricevere tali cure. Una comunicazione più chiara tra studi medici e farmacisti è essenziale e, con l’espansione dei servizi, dev’essere supportata da infrastrutture digitali adeguate e da risorse professionali sufficienti per garantire un’assistenza sicura ed efficiente».

Il contratto prevede anche un incremento reale dell’1,4% dei finanziamenti, che portano il budget complessivo del settore a 13.863 milioni di sterline, includendo incentivi per le practice che progrediscono nelle vaccinazioni pediatriche. È stata inoltre ampliata la possibilità di utilizzare i fondi dell’Additional roles reimbursement scheme (Arrs, schema di rimborso per ruoli aggiuntivi) per reclutare medici di medicina generale con esperienza, mentre in precedenza tali risorse erano riservate ai neo-abilitati.

Resta però aperto il dossier della farmacia territoriale. Le trattative sul Community pharmacy contractual framework (Cpcf, quadro contrattuale della farmacia di comunità) per il 2026/2027 non sono ancora iniziate. Il 20 febbraio, Community pharmacy England ha dichiarato che il dipartimento della Salute e il Nhs England non hanno ancora avviato negoziati formali, pur assicurando la preparazione del confronto con un monitoraggio dei finanziamenti e il rafforzamento della base evidenziale a sostegno della sostenibilità del settore.