Il Servizio sanitario inglese intende accelerare sull’adozione degli “AI scribe”, i software di supporto alla compilazione delle note cliniche basati su intelligenza artificiale, e invita i professionisti sanitari a sfruttarne le potenzialità. L’indicazione arriva dopo la pubblicazione di un registro “auto-certificato” di fornitori autorizzati, che secondo il Nhs rispettano gli standard relativi a sicurezza clinica, requisiti tecnologici e protezione dei dati.
Gli AI Scribe si basano sulla tecnologia “ambient voice” (Avt): registrano le conversazioni tra paziente e medico (o un altro operatore sanitario) e al termine generano una trascrizione e un riassunto clinico che possono essere trasformati in note per la cartella sanitaria, oppure utilizzati per produrre lettere al paziente o comunicazioni da inviare ad altri clinici. Per Nhs England, l’adozione di questi strumenti potrebbe far risparmiare «fino a due o tre minuti per ogni consultazione», liberando tempo da dedicare ad altri pazienti.
A sottolineare la portata dell’iniziativa è Alec Price-Forbes, national chief clinical information officer di Nhs England: «Gli strumenti di AI notetaking aiuteranno a liberare più tempo per consentire ai clinici di concentrarsi sui loro pazienti, invece che digitare appunti o guardare uno schermo, migliorando la qualità delle consultazioni e la soddisfazione complessiva dei pazienti». Price-Forbes aggiunge che l’obiettivo è accompagnare le organizzazioni del Servizio sanitario nell’implementazione “sicura ed efficace” della tecnologia: «Stiamo lavorando con le organizzazioni del Nhs per aiutarle a implementare la tecnologia in modo sicuro ed efficace, contribuendo a rendere il Nhs il sistema sanitario più abilitato all’AI al mondo, mentre passiamo dall’analogico al digitale».
L’intervento si inserisce in un percorso già avviato con un progetto pilota condotto in nove siti nell’area di Londra tra maggio 2024 e aprile 2025, gestito dall’unità Data Research, Innovation and Virtual Environments del Great Ormond Street Hospital. Il rapporto sul pilot, pubblicato a luglio 2025, evidenzia risultati rilevanti sul fronte dell’efficienza: l’impiego degli strumenti avrebbe determinato una riduzione del 51,7% del tempo dedicato alla documentazione a livello dei singoli clinici. Secondo gli stessi dati, l’uso degli Avt avrebbe anche ridotto del 26,3% la durata della consultazione, con un risparmio medio di 3 minuti e 13 secondi per visita. Il tempo richiesto per ciascuna operazione documentale sarebbe sceso in media da 12 a 6 minuti, equivalente a circa 6 minuti risparmiati per attività, e a un risparmio complessivo medio di 47 minuti per turno.
Le prime indicazioni operative per l’uso degli AI scribe erano state pubblicate da Nhs England nell’aprile 2025; ora la guidance viene aggiornata includendo l’elenco completo dei fornitori. Per il sistema sanitario inglese, l’iniziativa ha quindi una duplice funzione: orientare le scelte tecnologiche e, al tempo stesso, fissare un perimetro di requisiti che dovrebbe garantire un’adozione più controllata.
Dal mondo delle organizzazioni sanitarie arriva un sostegno prudente. Layla McCay, director of policy della Nhs Confederation, osserva che «quando implementati correttamente e in contesti adeguati, gli strumenti di AI hanno mostrato il potenziale di migliorare la produttività del Nhs e affrontare sfide specifiche delle organizzazioni». E aggiunge: «Il registro e gli strumenti elencati possono aiutare i clinici del Nhs a scegliere la migliore tecnologia a supporto del loro lavoro, e questo è da lodare». Tuttavia, la dirigente mette in guardia sui limiti strutturali: «Alcune organizzazioni possono avere infrastrutture scarse o incompatibili con gli strumenti AVT, mentre altre non dispongono di wifi affidabile e di piattaforme sicure. Servono quindi investimenti continui in conto capitale» e, inoltre, «il personale del Nhs ha bisogno di una formazione adeguata per imparare a usare questi strumenti in modo efficace».
Per la farmacia, il tema è potenzialmente strategico soprattutto nella misura in cui l’attività clinica e di consulenza si sta espandendo anche nelle cure primarie. Tase Oputu, chair dell’English Pharmacy Board della Royal Pharmaceutical Society, sottolinea che «gli AI scribe hanno un reale potenziale per supportare i farmacisti durante le consultazioni con i pazienti riducendo il carico amministrativo e liberando più tempo per l’assistenza diretta». Al tempo stesso, evidenzia che l’uso resta ancora limitato e che la tecnologia è in evoluzione: «L’integrazione con i sistemi clinici esistenti è essenziale, così come garantire che le note generate dall’AI siano accurate, clinicamente appropriate e facili da verificare». Centrale anche il profilo fiduciario: «La sicurezza dei dati e la chiarezza su come vengono gestite le informazioni dei pazienti sono fondamentali per mantenere la fiducia». Da qui la richiesta di condizioni abilitanti chiare: «Con una governance nazionale solida, processi di assicurazione della sicurezza e formazione, gli AI scribe potrebbero diventare uno strumento prezioso per supportare consultazioni sicure ed efficaci», insieme a una “leadership nazionale” e investimenti continuativi per integrarli “in modo sicuro”, garantendo interoperabilità e benefici concreti per l’assistenza.