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Inghilterra, Pharmacy First: solo un paziente su dodici inviato dal medico

7 Febbraio 2026

Per il buon successo di Pharmacy First, il programma lanciato nel 2024 che delega alle farmacie inglesi il primo consulto clinico su un insieme di sette patologie di piccola entità, è meglio che siano i pazienti a bussare direttamente al farmacista, senza essere indirizzati dal medico di base. Solo così, infatti, il servizio potrà esprimere tutto il suo potenziale. È la posizione ribadita in questi giorni dalla Independent Pharmacies Association (Ipa), che nel fare il punto sul secondo anniversario del servizio ha chiarito di voler vedere «ridursi nel tempo» la quota di pazienti inviati dai mmg, a favore di un accesso spontaneo dei cittadini.

Secondo l’associazione delle farmacie indipendenti, Pharmacy First «funziona davvero solo se i pazienti sono messi nelle condizioni di rivolgersi direttamente alla farmacia», evitando «contatti inutili e scomodi» con il medico di famiglia. Da qui l’appello a investire sulla comunicazione: «Migliorare la consapevolezza pubblica del servizio sarà decisivo per il suo successo».

Le dichiarazioni dell’Ipa arrivano dopo che la Company Chemists’ Association (Cca) aveva reso noto gli ultimi dati di Pharmacy First: soltanto una consultazione su dodici avviene oggi su invio del medico di base. Il ceo della Cca, Malcolm Harrison, ha parlato apertamente di una criticità da approfondire, ricordando che «tutti gli studi di medicina generale hanno la possibilità di indirizzare i pazienti verso Pharmacy First», ma che nella pratica questo canale resta marginale. Dati raccolti dalla stampa specializzata mostrano inoltre che, tra maggio 2024 e maggio 2025, i rinvii dei Gp sfociati in una consultazione in farmacia sono calati di circa un quarto.

Una dinamica che, secondo l’Ipa, potrebbe accentuarsi ulteriormente se il servizio non verrà ripensato in chiave più diretta verso il cittadino. Non a caso, già lo scorso autunno, dal palco di una conferenza di settore, il presidente di Community Pharmacy London Raj Matharu aveva invitato i farmacisti a smettere di contare sui medici di base, esortandoli piuttosto a «far funzionare il servizio» facendo leva sulla relazione diretta con i pazienti.

Parallelamente, l’Ipa chiede che Pharmacy First venga esteso a un numero più ampio di condizioni comuni, così da alleggerire ulteriormente il carico degli ambulatori e consentire ai cittadini di «accedere più rapidamente alle cure di cui hanno bisogno, vicino a casa e negli orari più comodi». Un rafforzamento che, nelle intenzioni dell’associazione, dovrebbe consolidare il ruolo delle farmacie territoriali come «porta d’ingresso» del National Health Service.