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Uk, allarme da rapporto parlamentare: carenze farmaci minaccia sistemica

5 Febbraio 2026

Nel Regno Unito le carenze di medicinali non sono più un fenomeno episodico ma una minaccia sistemica alla salute pubblica e alla sicurezza nazionale. È l’allarme lanciato dal nuovo rapporto intitolato Medicines security — a national priority, pubblicato ieri dalla House of Lords Public Services Committee del Parlamento britannico. Lo studio, frutto di un’inchiesta durata oltre sei mesi, sollecita il governo a rivedere in profondità il modo in cui il paese gestisce le catene di approvvigionamento dei farmaci e le politiche di resilienza dei medicinali essenziali.

Il rapporto evidenzia come il Regno Unito sia fortemente dipendente da catene produttive internazionali dove la maggior parte degli ingredienti attivi e dei prodotti finiti proviene da un numero limitato di fornitori esteri, in particolare India e Cina. Questa dipendenza rende vulnerabile l’intero sistema a shock geopolitici, problemi logistici, crisi sanitarie o naturali, e può tradursi rapidamente in problemi di disponibilità per pazienti e professionisti della salute. I lords sottolineano che un’interruzione su larga scala delle forniture avrebbe «conseguenze immediate e gravi» sulla salute pubblica, equiparabili a quelle di altre minacce nazionali riconosciute.

La relazione parlamentare critica aspramente l’approccio reattivo adottato finora dal governo e dal Department of health and social care, che spesso interviene soltanto dopo che le carenze si sono manifestate. «Non è accettabile che farmacie e ospedali possano scoprire le carenze dei medicinali solo quando sono già coinvolti», si legge nel rapporto, evidenziando la mancanza di una comunicazione tempestiva e coordinata verso gli operatori sanitari.

Tra le raccomandazioni principali del comitato c’è l’inclusione della “sicurezza dei medicinali” nel National Risk Register, il registro dei rischi nazionali riconosciuti dallo Stato. I lords suggeriscono anche la nomina di un responsabile senior con autorità trasversale per guidare le politiche di resilienza, un miglioramento dei sistemi di condivisione dati lungo tutta la catena di fornitura e l’istituzione di un elenco pubblico di “medicinali critici” e dei rispettivi principi attivi da tutelare con scorte strategiche.

Il rapporto non ignora il ruolo delle farmacie nella gestione quotidiana delle carenze: raccomanda una comunicazione più proattiva alle farmacie quando sorgono problemi di fornitura e chiede che i farmacisti siano dotati di maggiori poteri di sostituzione durante le carenze, accompagnati da un accesso alle informazioni sugli stock del Nhs e delle altre autorità sanitarie.

Nel bollettino di Community Pharmacy England, l’associazione che rappresenta le farmacie comunitarie e che ha partecipato all’inchiesta parlamentare con evidenze e dati, si sottolinea come le difficoltà di reperimento stiano impattando non solo i pazienti ma anche la gestione operativa delle farmacie. Secondo l’organizzazione, le procedure attuali per affrontare le carenze sono «macchinose e difficili da utilizzare» e non alleviano significativamente la pressione sulle strutture di prima linea.

James Davies, direttore della Ricerca di Community pharmacy England, sintetizza l’emergenza: «Il report del Comitato della Camera dei Lords è un’ulteriore evidenza della crisi in corso nell’approvvigionamento dei medicinali. Le carenze continuano a colpire i pazienti e a mettere enormi pressioni sulle farmacie comunitarie. Non possiamo permettere che queste carenze diventino la “normalità d’ufficio”».