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Uk, aspirina nella lista dei medicinali non esportabili per forniture carenti

27 Gennaio 2026

In Inghilterra l’aspirina entra ufficialmente nella lista dei medicinali che non possono essere esportati né stoccati a scopo speculativo. La decisione, che riguarda tutte le formulazioni del principio attivo, è stata adottata dal Department of Health and Social Care e dalla Mhra (Medicines and Healthcare products Regulatory Agency, l’Aifa britannica) per problemi di carenza che rischiano di avere un impatto diretto sui pazienti.

All’origine dell’intervento un’allerta pubblicata a dicembre dal servizio farmaceutico specialistico del National Health Service, che segnalava difficoltà di approvvigionamento per le compresse solubili da 75 mg, precisando tuttavia che il fornitore aveva aumentato la produzione e che un ritorno alla normalità era «atteso nelle settimane successive».

Commentando l’aggiornamento della lista, James Davies, direttore ricerca e analisi di Community Pharmacy England, ha sottolineato che «le carenze di medicinali, come quelle che attualmente colpiscono l’aspirina, restano una preoccupazione significativa sia per i pazienti sia per le farmacie di comunità». Davies ha ricordato che il Rapporto 2025 di Cpe sulla disponibilità dei medicinali evidenzia come una farmacia su quattro dedichi oltre due ore al giorno alla ricerca di alternative terapeutiche per i propri assistiti, sottraendo tempo ad altre attività essenziali e aumentando la pressione sul carico di lavoro. «Grazie all’impegno delle farmacie di comunità, i costi dei farmaci nel Regno Unito sono diminuiti nel tempo. Un risultato positivo per il servizio sanitario, ma che ha reso il mercato più fragile e meno resiliente», ha aggiunto.

Secondo Davies, «mentre le carenze continuano a pesare su pazienti e team delle farmacie in tutto il Paese, governo e servizio sanitario devono intervenire ora per stabilizzare il mercato dei medicinali, affrontare le interruzioni delle catene di fornitura e migliorare l’accesso ai farmaci essenziali». Community Pharmacy England, ha concluso, continua a sollecitare il Dipartimento della salute affinché riconosca adeguamenti di prezzo alle farmacie quando il sistema va in sofferenza.

Da parte governativa, un portavoce del Department of Health and Social Care ha spiegato che «questo governo ha ereditato problemi di approvvigionamento globali persistenti, ma dispone di misure robuste per mitigare i disagi ai pazienti». In particolare, Londra ha annunciato investimenti fino a 520 milioni di sterline (circa 610 milioni di euro) per rafforzare la produzione interna di medicinali, diagnostici e tecnologie mediche, oltre a iniziative con il servizio sanitario, le autorità regolatorie e i partner internazionali per rendere più solide le filiere.

Nel dicembre 2025, il ministro della salute Zubir Ahmed aveva riferito alla commissione per i servizi pubblici della Camera dei Lord che la situazione dell’approvvigionamento dei farmaci nel Regno Unito è migliorata nell’ultimo anno, con livelli di criticità «ridotti in modo significativo» rispetto al 2024. L’inserimento dell’aspirina nella lista dei medicinali non esportabili mostra però come il tema delle carenze resti tutt’altro che superato.