Le flessibilità introdotte dal Regno Unito in piena pandemia per accelerare e rendere più capillare la somministrazione dei vaccini diventeranno permanenti e saranno applicabili a qualunque campagna per la prevenzione da virus o batteri. È quanto annunciato dal governo britannico il 20 gennaio scorso rispondendo a una consultazione pubblicata sulle modifiche proposte all’Human Medicines Regulations 2012, un pacchetto di interventi che mira a migliorare l’accesso alle vaccinazioni e a ridurre le disuguaglianze di salute attraverso una maggiore flessibilità operativa, soprattutto per le farmacie di comunità.
Secondo quanto riportato dal Pharmaceutical Journal, l’elemento più significativo riguarda la possibilità di erogare servizi vaccinali anche al di fuori della sede della farmacia. L’obiettivo dichiarato dal governo è facilitare modelli “di prossimità” e iniziative di outreach (vaccinazioni sul territorio) in grado di raggiungere fasce di popolazione che, per ragioni geografiche, sociali o logistiche, fanno più fatica a ricorrere ai canali tradizionali. In altri termini, l’idea è rendere strutturali strumenti sperimentati durante l’emergenza e ora considerati utili anche nella normalità, per rafforzare la prevenzione e aumentare le coperture.
Un altro punto riguarda la gestione delle scorte: le modifiche consentiranno ai fornitori di servizi del Nhs di redistribuire i vaccini senza dover disporre di una wholesale dealer’s licence (licenza di grossista), a condizione che la ridistribuzione sia “clinicamente essenziale” e che il prodotto resti nella confezione originale. Si tratta di un correttivo pensato per rendere più reattiva la catena di fornitura, evitando rigidità burocratiche quando occorre spostare rapidamente le dosi verso sedi o territori con maggiore necessità.
La presidente della Royal Pharmaceutical Society (l’equivalente britannico dell’Ordine professionale), Claire Anderson, ha accolto con favore l’impostazione del provvedimento: «Rendere permanenti alcune flessibilità chiave dell’era Covid e applicarle a tutti i vaccini contribuirà a migliorare l’accesso, rafforzare le catene di approvvigionamento e sostenere la prevenzione nel Regno Unito». Anderson ha inoltre sottolineato che l’ampliamento del ruolo delle farmacie di comunità, comprese le attività “fuori sede”, può avere un impatto diretto sulle disuguaglianze: «Accogliamo con favore anche il ruolo ampliato delle farmacie, inclusa l’attività sul territorio, che può contribuire a ridurre le disuguaglianze di salute. Con l’implementazione di queste modifiche, saranno essenziali una governance solida e formazione e supporto alla forza lavoro. Non vediamo l’ora di lavorare con il Nhs affinché questi cambiamenti portino benefici ai pazienti e rafforzino la salute pubblica».
Dal punto di vista operativo, il nuovo quadro consentirà ai farmacisti – ma non ai pharmacy technicians (tecnici di farmacia) – di preparare o assemblare i vaccini anche lontano dalla farmacia territoriale o dall’ospedale dove operano. Un passaggio che, nella visione del governo, potrà facilitare attività di outreach e interventi mirati: «Ci aspettiamo che l’estensione di questa disposizione ad altri programmi vaccinali aumenti l’accesso ai vaccini per i pazienti che non sono in grado di accedere ai servizi vaccinali tradizionali» si legge nella risposta alla consultazione.
Sulla stessa linea Nick Thayer, head of policy della Company Chemists’ Association (Cca, Associazione delle catene di farmacia, rappresentanza delle grandi insegne): «La farmacia di comunità è in grado di somministrare in modo routinario molti più vaccini». E indica una direzione di marcia più ambiziosa: «Col tempo, vorremmo che tutti i vaccini fossero commissionati alle farmacie di comunità. Questo aiuterà ad aumentare l’adesione, soprattutto tra le comunità meno servite».
La consultazione prevede inoltre l’introduzione di un nuovo meccanismo legale: le vaccine group directions (Vgds, direttive di gruppo per i vaccini), destinate a sostituire i national protocols (protocolli nazionali) e a consentire che una platea più ampia di professionisti possa partecipare alle campagne. In Inghilterra, la produzione delle Vgds sarà affidata alla Uk Health Security Agency (Ukhsa, Agenzia per la sicurezza sanitaria del Regno Unito, responsabile della protezione della salute pubblica e della prevenzione) che dovrà anche garantire che i documenti definiscano con chiarezza chi può svolgere le diverse fasi dell’attività vaccinale, con indicazioni aggiuntive della Nhs Specialist Pharmacy Service (Sps, Servizio specialistico farmaceutico del Nhs, supporto tecnico-clinico sui farmaci).
Il governo ribadisce infine che i fornitori di vaccinazioni dovranno essere adeguatamente formati non solo nella somministrazione, ma anche nella gestione di eventuali effetti successivi. E prevede di estendere le linee guida dell’Human Medicines Regulations 2012 per consentire a più figure – non soltanto infermieri – di effettuare vaccinazioni private in ambito di salute occupazionale. Le modifiche saranno introdotte attraverso l’affirmative procedure (procedura parlamentare che richiede approvazione esplicita), quindi dovranno essere votate da entrambe le Camere prima di entrare in vigore.