Nel Regno Unito le farmacie territoriali continuano a consolidare il loro ruolo nelle campagne vaccinali pubbliche. Secondo dati inediti diffusi dal governo britannico e citati dal Pharmaceutical Journal, durante la campagna 2025-2026 le community pharmacies hanno somministrato circa il 45% di tutte le vaccinazioni contro il covid effettuate nel Paese.
Le cifre riguardano la campagna vaccinale svolta tra il 1° ottobre 2025 e il 31 gennaio 2026 e sono state comunicate il 2 marzo in una risposta scritta al Parlamento da Ashley Dalton, all’epoca ministro della Sanità britannico, che nello stesso giorno si è dimesso dall’incarico per motivi di salute. I dati non sono stati accompagnati da indicazioni più precise sul numero complessivo di dosi somministrate, ma il fatto che quasi una vaccinazione su due sia stata effettuata in farmacia conferma il peso crescente della rete territoriale nell’organizzazione delle campagne vaccinali del servizio sanitario inglese.
Nel corso della stagione non sono mancati momenti di tensione. Nell’ottobre scorso, infatti, i team delle farmacie avevano segnalato episodi di abuso verbale da parte di alcuni utenti che avevano prenotato la vaccinazione pur non rientrando tra le categorie eleggibili e che si erano visti rifiutare la somministrazione.
Proprio i criteri di accesso alla vaccinazione sono stati modificati tra una stagione e l’altra. Nel programma vaccinale 2024-2025 il vaccino anti-Covid era offerto a tutti gli adulti di età pari o superiore a 65 anni, mentre per la stagione 2025-2026 l’idoneità è stata limitata ai soggetti con almeno 75 anni. La restrizione del target ha quindi ridotto la platea dei beneficiari, ma non ha impedito alle farmacie di mantenere un ruolo centrale nella campagna.
Il contributo delle farmacie risulta evidente anche sul fronte dell’influenza stagionale. Gli ultimi dati diffusi da Community Pharmacy England (l’organizzazione che rappresenta le farmacie inglesi nelle trattative con il servizio sanitario) indicano che entro la fine di novembre 2025 le farmacie avevano già somministrato più vaccini antinfluenzali rispetto all’intera stagione precedente: 4.218.944 dosi contro le 4.066.585 registrate nel 2024-2025. Il record assoluto resta comunque quello della stagione 2022-2023, quando le farmacie avevano raggiunto 5.007.944 vaccinazioni.
Secondo Malcolm Harrison, amministratore delegato della Company Chemists’ Association (Cca, associazione che rappresenta le catene di farmacie del Regno Unito), questi numeri dimostrano l’importanza della rete territoriale per le strategie vaccinali. «Il fatto che le farmacie abbiano somministrato quasi la metà di tutte le vaccinazioni anti-Covid nella campagna autunnale, e più vaccini antinfluenzali per adulti rispetto allo scorso anno, dimostra quanto le farmacie di comunità siano vitali negli sforzi vaccinali» ha dichiarato. «Le evidenze indicano chiaramente che le farmacie dovrebbero essere incaricate di somministrare una gamma più ampia di vaccini del servizio sanitario. Con un adeguato quadro di commissioning (cioè di affidamento e remunerazione dei servizi da parte del sistema sanitario), la farmacia territoriale può svolgere un ruolo ancora più rilevante nella protezione della salute pubblica e nell’alleggerire la pressione sull’intero sistema sanitario».
Intanto a Westminster si discute anche del quadro normativo che regola la somministrazione dei vaccini in farmacia. Il 3 marzo la House of Commons (la Camera dei Comuni, ramo elettivo del Parlamento britannico) ha esaminato alcune modifiche legislative che renderanno permanenti le deroghe introdotte durante la pandemia. In particolare, le modifiche riguardano le Human Medicines Regulations 2012 (la normativa che disciplina la produzione, la distribuzione e l’uso dei medicinali nel Regno Unito). Alcuni emendamenti temporanei, adottati negli anni dell’emergenza Covid e successivamente prorogati nel 2022 e nel 2024, sarebbero scaduti il 1° aprile 2026.
Il governo ha però confermato, nella risposta a una consultazione pubblicata il 20 gennaio scorso, che la maggiore flessibilità concessa alle farmacie nella somministrazione dei vaccini diventerà permanente. In base alle nuove disposizioni i farmacisti – ma non i pharmacy technicians (tecnici di farmacia, figure professionali di supporto al farmacista) – potranno preparare o assemblare i vaccini anche al di fuori dei locali della farmacia o dell’ospedale. Ciò consentirà di organizzare programmi vaccinali di outreach, cioè attività di somministrazione effettuate direttamente nei luoghi frequentati dalle comunità, come case di riposo, centri sociali o altri spazi pubblici.