Va bene, i servizi in farmacia rappresentano la risposta all’esigenza – sempre più sentita da sistema sanitario e comunità – di accrescere prevenzione e accessibilità dell’assistenza. Ma ancor oggi l’attività che rende vitale la presenza delle farmacie sul territorio resta la dispensazione del farmaco, che va quindi finanziata e sostenuta con risorse adeguate. È quanto ricorda con toni espliciti il rapporto “The value of community pharmacy dispensing”, pubblicato il 29 gennaio dalla Company Chemists’ Association (il sindacato britannico delle catene di farmacia), che lancia un allarme sul futuro della dispensazione dei medicinali prescritti dal Nhs.
Il documento nasce nel pieno del dibattito avviato dal piano sanitario decennale del governo inglese, che punta a spostare progressivamente l’asse della farmacia di comunità dalla dispensazione ai servizi clinici di prossimità. Una transizione che, secondo la Cca, non può però prescindere dal rafforzamento della funzione di base su cui poggia l’intero modello: la dispensazione, che oggi rappresenta circa l’85% dei finanziamenti complessivi destinati alle farmacie di comunità in Inghilterra.
Il rapporto ricorda che questa attività produce benefici economici rilevanti per il sistema: oltre 750 milioni di sterline di risparmi annui per i contribuenti, grazie anche alla prevenzione di circa 610mila errori di prescrizione ogni anno e di altri eventi avversi che avrebbero comportato costi per il Nhs prossimi ai 600 milioni di sterline. A fronte di questi risultati, però, il carico di lavoro è cresciuto sensibilmente: nell’ultimo decennio il volume dei farmaci prescritti dal servizio sanitario è aumentato del 17%, mentre la remunerazione non ha tenuto il passo. La tariffa per singola attività, introdotta nel 2017, è salita di appena 21 pence fino al 2025, a fronte di un’inflazione cumulata vicina al 35%.
Uno squilibrio che, avverte la Cca, «sta esercitando una pressione enorme sulle farmacie di comunità e sulla loro funzione centrale di dispensazione» e che richiede «un intervento urgente da parte del governo». Da qui la richiesta di un finanziamento immediato per colmare il divario tra i costi reali della dispensazione e i rimborsi riconosciuti dal Nhs, ma anche di misure strutturali a supporto dell’evoluzione professionale del farmacista, come l’estensione della formazione alla prescrizione indipendente e l’accesso a un’unica cartella clinica condivisa, in grado di rendere visibili gli interventi del farmacista lungo tutto il percorso di cura.
«Il rapporto sottolinea il ruolo vitale delle farmacie di comunità oggi e quello critico che avranno nel contribuire alla realizzazione del piano decennale del governo» ha dichiarato Malcolm Harrison, amministratore delegato della Cca. «La dispensazione, pur essendo spesso sottovalutata, offre benefici enormi ai pazienti, al Nhs e ai contribuenti. Senza investimenti e riforme urgenti, l’accesso dei pazienti ai servizi essenziali sarà a rischio».
Sulla stessa linea Amandeep Doll, direttrice per l’Inghilterra della Royal Pharmaceutical Society (l’ordine dei farmacisti britannici), secondo cui «la dispensazione resta una funzione clinica e di sicurezza del paziente fondamentale», che può essere ulteriormente valorizzata attraverso prescrizione indipendente, cartelle cliniche condivise e strumenti digitali adeguati, a patto di garantire investimenti sostenibili in personale e infrastrutture.