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Ungheria, medici sulla barricate contro farmacista prescrittore

25 Febbraio 2026

Farmacisti e medici ai ferri corti, in Ungheria, per una proposta legislativa al vaglio del governo che non soltanto consentirebbe alle farmacie magiare di vendere farmaci con obbligo di ricetta senza prescrizione medica, ma permetterebbe anche a farmacisti e infermieri di prescrivere una ricetta elettronica per garantire continuità terapeutica a pazienti già in trattamento.

Secondo quanto riferisce la stampa ungherese, la misura sarebbe pensata soprattutto per i cronici e scatterebbe soltanto in specifiche circostanze, per esempio quando il medico non è raggiungibile. Il farmacista potrebbe “rinnovare” una terapia già impostata dal medico, con paletti temporali sia sulla casistica (il farmaco deve risultare già prescritto e utilizzato dal paziente) sia sulla validità (dispensazione fino a un massimo di 30 giorni di terapia).

La reazione della Magyar Orvosi Kamara (Mok), l’Ordine dei medici, è stata ugualmente durissima. In un comunicato del 16 febbraio l’organizzazione ha definito “inaccettabile” l’impianto del testo, sostenendo che la sicurezza del paziente non può diventare un terreno di sperimentazione e contestando il metodo con cui la proposta è stata preparata. Da qui il dibattito, molto visibile anche sui social, dove una parte dei medici teme una “scorciatoia” prescrittiva e un impoverimento del ruolo (monitoraggi, controlli, follow-up), mentre i farmacisti rivendicano la prossimità della loro rete e la possibilità di evitare interruzioni di terapia per problemi organizzativi dell’assistenza territoriale.

In Ungheria, secondo dati locali, risultano in attività 2.246 farmacie aperte al pubblico e 2.326 punti complessivi di dispensazione per la popolazione includendo filiali/ramificazioni e alcune unità collegate. Sul fronte proprietà, dopo una fase di liberalizzazione, Budapest ha introdotto vincoli stringenti: oggi il modello punta a limitare la presenza di catene “di capitale”, prevedendo che il farmacista detenga una quota di controllo (maggioranza) e ponendo un tetto al numero di farmacie controllabili da un singolo professionista (massimo quattro).

Quanto alla vendita dei medicinali, i farmaci con obbligo di prescrizione sono disponibili soltanto in farmacia mentre per gli Otc la possibilità di vendita in altri canali è possibile ma selettiva, con autorizzazioni concesse dalle autorità competenti.