Dodicimila euro, raccolti con l’edizione 2025 di Pink Charity, sono stati consegnati ieri alla Breast Unit degli Spedali Civili di Brescia per sostenere lo studio Active, progetto di ricerca dedicato al tumore al seno. La donazione è stata presentata alla Camera dei Deputati nel corso di un incontro che ha portato a Montecitorio l’esperienza dell’associazione bresciana Pink Charity Odv, nata per promuovere prevenzione, sensibilizzazione e sostegno concreto alla salute femminile con il coinvolgimento del mondo della farmacia.
Le risorse finanzieranno lo studio Active, iniziativa sviluppata dalla Breast Unit bresciana e orientata a migliorare il percorso di cura e di recupero delle pazienti attraverso un approccio integrato, con particolare attenzione alla qualità della vita, agli stili di vita e alla fase successiva ai trattamenti. Un ambito che negli ultimi anni ha assunto crescente rilievo clinico, perché accanto all’efficacia terapeutica diventa sempre più centrale la presa in carico complessiva della persona.
L’iniziativa, è stato ricordato nel corso della conferenza stampa, rappresenta anche un modello di collaborazione tra istituzioni, professionisti sanitari e società civile. Non soltanto raccolta fondi, dunque, ma un progetto che prova a tradurre la prevenzione in attività continuativa sul territorio, facendo leva sulla prossimità delle farmacie e sulla loro capacità di intercettare bisogni, orientare i cittadini e diffondere corretti messaggi di salute pubblica.
Ad aprire i lavori è stato il deputato Fabrizio Benzoni, che ha definito Pink Charity un’esperienza capace di crescere dal basso fino a diventare una realtà riconosciuta. «Sono particolarmente orgoglioso di ospitare questa conferenza stampa alla Camera dei Deputati» ha detto, sottolineando come il progetto proponga un modello che accompagna il cittadino lungo tutto il percorso di salute: dalla prevenzione alla cura fino al post-cura, fase spesso trascurata. Nel suo intervento Benzoni ha richiamato anche l’evoluzione del ruolo del farmacista dopo la pandemia, osservando che oggi le farmacie sono sempre più presidio sanitario di prossimità e primo punto di accesso alle cure per una parte rilevante della popolazione.
Un passaggio che richiama direttamente il percorso della farmacia dei servizi e il progressivo ampliamento delle funzioni riconosciute alla rete territoriale. In questa cornice, iniziative come Pink Charity mostrano come la farmacia possa contribuire non solo all’erogazione di prestazioni, ma anche alla promozione della prevenzione e al sostegno di progetti di ricerca con ricadute concrete sui pazienti.
Sulla centralità della diagnosi precoce si è soffermata anche Simona Tironi, assessore di Regione Lombardia all’Istruzione, Formazione e Lavoro. «La prevenzione è la prima e più concreta forma di cura» ha affermato, evidenziando il valore di progetti nati anche grazie all’impegno dei farmacisti. Tironi ha definito le farmacie un punto di riferimento prezioso nei territori, vicino alle persone ogni giorno e capace di fare informazione e intercettare bisogni.
A chiudere l’incontro è stata la presidente di Pink Charity, Roberta Rossi, che ha ripercorso la nascita dell’associazione. «Pink Charity nasce da un’esigenza precisa: portare il concetto di prevenzione oltre il banco della farmacia, dentro la vita quotidiana delle persone» ha spiegato. Un percorso avviato con eventi di raccolta fondi e sfociato nel 2025 nella costituzione formale dell’associazione, con l’obiettivo di consolidare un’esperienza che unisce prossimità, cultura sanitaria e sostegno alla ricerca.