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Aderenza terapeutica e cronicità, Lloyds Farmacie “corteggia” il privato

21 Aprile 2018

Ci sono gestione della cronicità e partnership con la sanità integrativa nel futuro di Lloyds Farmacie, la catena del gruppo Admenta (a sua volta controllata dalla multinazionale della distribuzione Mckesson-Celesio) cui fanno capo più di 200 farmacie italiane tra comunali ed esercizi in franchising. Questo, in sintesi, il messaggio che l’insegna lancia dal palcoscenico di Cosmofarma Exhibition, che ieri a Bolognafiere ha alzato il sipario sull’edizione 2018. «Vogliamo fare sistema al di là dell’essere catena» ha detto Domenico Laporta, amministratore delegato di Admenta Italia «puntiamo a coinvolgere gli operatori della filiera sanitaria in partnership avanzate, che ci consentano di fronteggiare le nuove esigenze di una società sempre più complessa. Guardiamo più in là della semplice dispensazione di farmaco o extrafarmaco, il vero scopo è prenderci cura a 360 gradi della salute delle persone, contribuendo alla gestione dei pazienti cronici e assumendo un ruolo determinante nell’aderenza alla terapia».

Che cosa ciò significhi per Lloyds Farmacie lo ha spiegato la tavola rotonda promossa dal gruppo e moderata da Erika Mallarini, docente Sda Bocconi e partner di Focus Management (la società di consulenze che collabora con Federfarma nel progetto Rete delle reti): in un mondo della salute attraversato da profondi cambiamenti, tra i quali lo sviluppo della sanità integrativa, ci sono opportunità importanti da cogliere per la farmacia del territorio. Servizi come l’aderenza terapeutica o la presa in carico della cronicità possono infatti diventare il terreno di convergenze e sinergie con le aziende farmaceutiche e i gruppi della sanità privata, in un nuovo scenario in cui la dispensazione del farmaco diventa segmento di un percorso di cura nel quale la farmacia recita un ruolo più ampio. «Vorremmo portare le farmacie verso l’erogazione di un servizio molto più esteso dell’attuale» ha detto non a caso Maurizio Deplano, customer strategy lead di Pfizer «partendo dalla constatazione che oggi il cittadino continua ad avere piena fiducia nel farmacista». «Occorre semplificare l’esperienza di consumo» ha aggiunto Fabio Mazzotta, general manager di Sanofi consumer health «la dimensione del servizio si fa oggi sempre più rilevante».

La richiesta che arriva da aziende farmaceutiche e operatori della sanità privata, in particolare, è la raccolta del dato: la domiciliarizzazione delle cronicità impone un monitoraggio di prossimità, dall’ospedale alle case dei pazienti. L’aderenza alle terapie o l’impiego inappropriato di farmaci o device conviene all’industria perché così si riducono gli sprechi e ci sono più risorse per l’acquisto dei farmaci, e interessano alla sanità privata (forse ancora più che a quella pubblica) perché assicurazioni e fondi non vogliono buttare via i loro soldi. In questo scenario, la rete di prossimità delle farmacie può assicurare una raccolta del dato capillare e continua, a patto però, ha avvertito Francesco Longo, docente senior dell’Area public management & policy della Sda Bocconi, «che questa raccolta avvenga in modo standardizzato». Ogni farmacia, cioè, deve lavorare allo stesso modo e seguire lo stesso protocollo, perché altrimenti le informazioni diventano del tutto inutili. E Lloyds Farmacie, in quanto catena, ha capito di avere un vantaggio iniziale importante sull’insieme delle farmacie indipendenti.