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Assofarm in audizione su Testo unico: rafforzare diritto di prelazione dei comuni

25 Marzo 2026

Rafforzamento del diritto di prelazione dei Comuni nell’istituzione di nuove sedi farmaceutiche, maggiore flessibilità nella pianificazione territoriale e semplificazioni per gli acquisti. Sono le principali richieste avanzate da Assofarm al Senato nell’audizione sul ddl delega per il Testo unico della farmaceutica. «Le farmacie comunali» ha detto il presidente, Luca Pieri «non sono semplici esercizi commerciali, ma presidi socio-sanitari che rappresentano snodi fondamentali delle politiche locali per la salute». La loro funzione, in particolare, è quella di garantire una presenza capillare anche nelle aree meno attrattive per il mercato. La prelazione, quindi, è leva per assicurare continuità terapeutica nelle sedi vacanti e per consolidare il ruolo del sindaco come autorità sanitaria di prossimità, in grado di intercettare i bisogni assistenziali della comunità.

Nel suo intervento, Assofarm ha espresso un giudizio favorevole sull’impianto del disegno di legge, definito «un’iniziativa legislativa ambiziosa e necessaria per riordinare un quadro normativo attualmente frammentato». Secondo Pieri, la delega rappresenta «un’occasione storica per consolidare la farmacia dei servizi», con l’obiettivo di integrare stabilmente le farmacie territoriali nel Servizio sanitario nazionale anche per l’erogazione di prestazioni sanitarie e socio-sanitarie.

Accanto al tema della governance territoriale, la federazione ha posto l’accento sulla necessità di superare alcuni vincoli organizzativi che oggi limitano l’efficienza delle farmacie comunali. In particolare, è stata indicata l’esigenza di rendere più flessibile la pianificazione delle sedi, superando una pianta organica ancora fortemente ancorata al criterio demografico e poco reattiva rispetto ai cambiamenti dei bisogni assistenziali. L’obiettivo è consentire revisioni più tempestive che tengano conto delle caratteristiche dei territori, soprattutto nelle aree interne e a bassa densità abitativa.

Un secondo ambito di intervento riguarda gli acquisti. Assofarm ha chiesto di eliminare l’obbligo di gara pubblica per l’approvvigionamento di farmaci e parafarmaci destinati alla rivendita, equiparando di fatto le farmacie comunali a quelle private. La misura, nelle intenzioni della federazione, permetterebbe di ridurre i tempi di approvvigionamento e di ottenere condizioni economiche più favorevoli, con benefici anche per la finanza pubblica.

Tra le proposte figura inoltre il potenziamento degli strumenti di prossimità e accessibilità, anche attraverso l’innovazione tecnologica. In questa direzione, Assofarm ha indicato l’introduzione di soluzioni come gli smart locker esterni per il ritiro dei farmaci acquistati, che consentirebbero ai cittadini di accedere al servizio anche al di fuori degli orari di apertura.

Nel complesso, la posizione della federazione punta a rafforzare il ruolo delle farmacie comunali come infrastruttura pubblica del territorio, integrata con le politiche sanitarie e sociali locali. «Valorizzare le farmacie comunali significa investire in un sistema di cure primarie resiliente, capace di ridurre la pressione sugli ospedali e garantire equità di accesso alle cure», ha concluso Pieri, auspicando che i principi indicati trovino spazio sia nella legge delega sia nei successivi decreti attuativi.