Ammonta a poco meno di 14,9 miliardi il budget assegnato per il 2025 alla spesa farmaceutica territoriale, ossia la somma di convenzionata e distribuzione diretta (con dpc). L’ufficializzazione, ad anno ormai passato, arriva dal Cipess (Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile), che ieri ha approvato il riparto del Fondo sanitario nazionale per il 2025 dopo il via libera delle Regioni di fine dicembre.

Nel complesso, come recita la delibera del Cipess, il finanziamento di cui beneficia il Ssn per l’anno appena chiuso ammonta a 131,4 miliardi di euro, dei quali 130,7 rappresentano la quota indistinta. Da questa somma attingono i fondi per i vari livelli dell’assistenza: il 44% all’ospedaliera (inclusa l’assistenza farmaceutica) e il 51% alla distrettuale, che a sua volta si scompone in medicina di base (7%), medicina specialistica (13,3%), medicina territoriale (18,96%) e farmaceutica (11,74%).
Come già detto in apertura, il finanziamento della farmaceutica riguarda soltanto distribuzione diretta e convenzionata, perché la spesa per farmaci di classe H è ricompresa nel budget del livello ospedaliero.
La somma che dal riparto viene assegnata alla farmaceutica territoriale – 14,874 milioni – risulta superiore dell’1,7% al finanziamento per il 2024. Gli stanziamenti assegnati alle diverse Regioni, tuttavia, comportano incrementi differenti da caso a caso: va meglio a Lombardia e alle due province autonome di Trento e Bolzano, il cui fondo risulta in crescita di poco più del 2% rispetto al 2024, non saltano di gioia invece Molise e Umbria, che sul 2024 prendono tra l’1,2 e l’1,3% in più (vedi tabella sotto). Come si ricorderà, nel 2025 il tetto per la spesa farmaceutica convenzionata vale il 6,80% del Fondo sanitario nazionale.