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Ccnl dipendenti, confederali: per riaprire confronto aumenti più alti

13 Febbraio 2026

Perché la trattativa sul nuovo Contratto dei dipendenti di farmacia possa riprendere, occorre che Federfarma incrementi ulteriormente «gli aumenti retributivi già proposti». È la condizione posta dai sindacati confederali (Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs) nell’incontro convocato l’altro ieri in ottemperanza alla procedura di raffreddamento prevista dalla legge 146/1990. Nell’occasione, come recita una nota diffusa ieri dal sindacato titolari, «Federfarma ha dato la propria disponibilità a proseguire il confronto per approfondire le proposte formulate il 4 febbraio scorso».

Per quanto concerne la parte economica, come si ricorderà, il pacchetto avanzato dal sindacato titolari prevedeva un aumento di 200 euro per i dipendenti farmacisti al I livello e di 130 euro per i farmacisti, un’integrazione di 20 euro (per tutti) a garanzia della contrattazione integrativa di II livello e interventi volti al miglioramento della qualità di vita e lavoro.

Constatata la mancanza delle condizioni per riprendere il confronto, la procedura di raffreddamento si è quindi conclusa con esito negativo. «Questo risultato» conclude Federfarma «non ha altra conseguenza che quella di rinviare ulteriormente la prosecuzione delle trattative e ritardare la possibilità per i dipendenti delle farmacie di fruire delle nuove condizioni economiche e lavorative nonché dei benefici fiscali previsti dalla legge di bilancio per il 2026».