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Ccnl dipendenti, le istruzioni di Federfarma per lo sciopero di lunedì

8 Aprile 2026

Guidare gli iscritti nella gestione della giornata di astensione dal lavoro proclamata da Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs su tutto il territorio nazionale. È l’obiettivo della circolare diffusa ieri da Federfarma per fornire alle farmacie indicazioni e istruzioni in vista dell’agitazione del 13 aprile.

Il documento ricorda che la protesta, indetta per l’intera giornata (dalle 00.01 alle 24), riguarda tutto il personale dipendente delle farmacie private ed è stato proclamato dopo la rottura del tavolo per il rinnovo del contratto nazionale. Alla mobilitazione hanno aderito anche sigle autonome. Ma il punto più rilevante, già emerso in occasione dell’astensione dello scorso novembre, riguarda l’interpretazione delle regole sui servizi minimi da garantire.

Da un lato, la Commissione di garanzia sugli scioperi nei servizi pubblici essenziali ha ribadito che, anche nel caso delle farmacie, devono essere assicurate le prestazioni indispensabili «in misura non eccedente mediamente il 50% delle prestazioni normalmente erogate» e con «quote di personale non superiori mediamente a un terzo di quello normalmente utilizzato». Dall’altro, le organizzazioni sindacali confederali hanno comunicato che non intendono attenersi a tali indicazioni, richiamandosi invece a una regolamentazione del 2002 riferita allo sciopero dei titolari, che limita l’obbligo di garantire i servizi essenziali alle sole farmacie di turno.

La divergenza, già registrata nel precedente sciopero, si riproporrà dunque anche il 13 aprile. Per Federfarma, dunque, anche in questa occasione vale quanto stabilito dalla Commissione di garanzia, «unica autorità» competente in assenza di accordo tra le parti. Ne consegue che servizi minimi dovranno essere garantiti da tutte le farmacie aperte, non soltanto da quelle di turno, e che dovrà essere assicurata la presenza di almeno un terzo dei farmacisti normalmente impiegati nel servizio, con una capacità erogativa pari ad almeno il 50% delle prestazioni abituali.

Sul piano operativo, la circolare precisa che il calcolo del personale minimo va effettuato considerando esclusivamente i farmacisti – e non l’intera forza lavoro – con esclusione del titolare, in quanto datore di lavoro, mentre è incluso il direttore. Il riferimento è al personale «normalmente utilizzato» nel turno e non all’organico complessivo. Quanto all’organizzazione del servizio, le farmacie dovranno restare aperte a battenti aperti e rispettare il normale orario, salvo diverse disposizioni dell’autorità sanitaria o del sindaco.

Per individuare il personale necessario a garantire i servizi minimi, il titolare potrà raccogliere informazioni volontarie dai dipendenti sulle modalità con cui intendono aderire allo sciopero, fermo restando il diritto di questi ultimi a non comunicare preventivamente la propria decisione. Viene inoltre ribadito il divieto di sostituire i lavoratori in sciopero con personale esterno, a qualsiasi titolo contrattuale.

Particolare attenzione è riservata anche alle ipotesi di chiusura. Nelle farmacie a titolarità individuale, il titolare è tenuto a garantire comunque il servizio, anche nel caso in cui tutti i dipendenti aderiscano allo sciopero; la chiusura è ammessa solo per oggettiva impossibilità, da comunicare ad Asl e sindaco nel giorno stesso. Nelle farmacie gestite da società, la chiusura potrà essere comunicata solo se aderiscono allo sciopero tutti i farmacisti, compreso il direttore, e sempre senza comunicazioni preventive.

La circolare richiama poi gli obblighi informativi verso l’utenza: il cartello deve essere esposto almeno cinque giorni prima dello sciopero, quindi entro l’8 aprile. Sul piano dei rapporti di lavoro, viene ricordato che l’adesione allo sciopero comporta un’assenza non retribuita, con conseguente decurtazione della retribuzione per le ore non lavorate.

Infine, come già avvenuto nelle precedenti mobilitazioni, Federfarma ha previsto un sistema di monitoraggio: i titolari dovranno comunicare attraverso il sito della Federazione il grado di adesione allo sciopero e il rispetto delle modalità di svolgimento, compilando un questionario che sarà reso disponibile con una successiva circolare. Un passaggio ritenuto essenziale per rispondere alle richieste della Commissione di garanzia e documentare l’effettiva applicazione delle regole sui servizi minimi.