La farmacia italiana si conferma uno dei presidi sanitari più riconosciuti e apprezzati dai cittadini. Secondo il Rapporto Censis-Federfarma “La farmacia nella sanità di prossimità”, presentato ieri a Roma, per il 76% degli italiani la farmacia non è soltanto il luogo in cui si ritirano i medicinali, ma un vero presidio sociosanitario integrato nel Servizio sanitario nazionale. Un ruolo che si riflette anche nel rapporto di fiducia con i cittadini: il 91,3% dichiara di avere molta o abbastanza fiducia nel proprio farmacista e il 71,9% afferma di recarsi abitualmente nella stessa farmacia.
La ricerca, realizzata dal Censis con il supporto di Federfarma, fotografa una relazione consolidata tra cittadini e rete delle farmacie, che continua a rafforzarsi nel contesto delle trasformazioni che interessano il sistema sanitario. Più di otto italiani su dieci (80,5%) considerano infatti la farmacia un punto di riferimento essenziale per la sanità del territorio in cui vivono, mentre quasi la totalità degli intervistati (97,2%) riconosce alla rete delle farmacie un ruolo fondamentale per le comunità locali. Non a caso la frequentazione è molto elevata: sette cittadini su dieci dichiarano di entrare in farmacia almeno una volta al mese e oltre uno su cinque lo fa ogni settimana.
Il rapporto evidenzia anche come la farmacia sia percepita come uno snodo importante della sanità territoriale, capace di alleggerire il carico su medici e strutture ospedaliere. Secondo il 78,8% degli intervistati, infatti, il presidio farmaceutico contribuisce a ridurre la pressione su ambulatori e ospedali, mentre il 93% ritiene che la sua presenza sia particolarmente importante nelle aree rurali o per le persone anziane e con difficoltà di mobilità. Il dato riflette la capillarità della rete delle farmacie e la facilità di accesso che la caratterizza: oltre il 92% dei cittadini ritiene che garantisca un servizio sempre disponibile e facilmente raggiungibile.
Molto apprezzata anche l’evoluzione della farmacia come punto di erogazione di servizi sanitari e di dispensazione di medicinali che in passato erano distribuiti esclusivamente da ospedali e Asl. Più di due terzi degli italiani (68,4%) dichiarano di aver già usufruito della possibilità di ritirare in farmacia farmaci o servizi prima disponibili solo nelle strutture ospedaliere. I vantaggi percepiti sono molteplici: il 93,8% degli intervistati ritiene che ciò permetta di risparmiare tempo, il 93,7% evidenzia la riduzione degli spostamenti e il 93% sottolinea la diminuzione dei tempi di attesa. Per oltre nove cittadini su dieci, inoltre, questo modello contribuisce ad avvicinare la sanità ai pazienti e a semplificare le procedure, favorendo anche una migliore continuità nella gestione delle terapie, soprattutto per i pazienti cronici.
Il rapporto mette in luce anche l’apprezzamento dei cittadini per i servizi sanitari offerti nelle farmacie. In cima alla graduatoria si colloca il recapito a domicilio dei farmaci per i pazienti fragili, apprezzato dal 94,4% degli intervistati. Molto elevate anche le valutazioni per servizi ormai diffusi nella rete delle farmacie, come la misurazione della pressione arteriosa, la prenotazione di visite ed esami tramite il Cup e i test diagnostici di prima istanza. Consensi ampi anche per la telemedicina e per la somministrazione dei vaccini, a partire da quelli antinfluenzali e anti-Covid. In generale, la cosiddetta farmacia dei servizi sembra aver superato la fase sperimentale ed essere percepita dai cittadini come una componente stabile dell’assistenza territoriale.
Non mancano tuttavia alcuni ambiti di miglioramento. Una quota significativa di cittadini segnala la necessità di rafforzare la collaborazione tra farmacisti, medici di medicina generale e altri professionisti della salute: l’89,7% degli intervistati si aspetta una maggiore integrazione tra le diverse figure sanitarie. Inoltre, molti cittadini indicano l’esigenza di ampliare ulteriormente la gamma dei servizi e delle attività di prevenzione disponibili nelle farmacie, oltre a rafforzare la consulenza professionale e l’informazione sui servizi già presenti.
Proprio sul tema dell’evoluzione del ruolo delle farmacie è intervenuto, nelle conclusioni della presentazione del rapporto, il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato. Richiamando i dati dell’indagine, Gemmato ha ricordato come «oltre il 90% degli italiani plauda al fatto che si possano distribuire nelle farmacie più farmaci prima gestiti esclusivamente dalla distribuzione diretta negli ospedali e nelle Asl». Il sottosegretario ha quindi annunciato nuovi sviluppi sul fronte delle riclassificazioni: dopo il trasferimento nel canale convenzionato di alcune categorie di farmaci, tra cui gliptine e gliflozine, entro il 30 marzo il ministero della Salute e l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) individueranno nuove classi di medicinali da spostare verso la farmacia territoriale. Secondo Gemmato, questa evoluzione «permetterà un migliore accesso ai farmaci, una maggiore aderenza e compliance terapeutica e una riduzione delle ospedalizzazioni», con effetti positivi anche sulla sostenibilità del Servizio sanitario nazionale.