filiera

Ddl delega farmaceutica, via libera del Senato. Ora il testo va alla Camera

8 Ottobre 2026

Via libera del Senato al disegno di legge delega per la riforma e il riordino della legislazione farmaceutica. Il provvedimento, approvato ieri sera dall’Aula di Palazzo Madama, passa ora all’esame della Camera per la seconda lettura. Il testo, collegato alla manovra di finanza pubblica, si compone di quattro articoli e delega il Governo ad adottare, entro il 31 dicembre 2026, uno o più decreti legislativi per la predisposizione di testi unici della normativa farmaceutica.

Gli obiettivi della riforma sono migliorare l’accesso ai medicinali, razionalizzare la disciplina dei servizi sanitari, rafforzare la rete delle farmacie territoriali e perfezionare gli strumenti di monitoraggio e controllo della spesa farmaceutica.

«È un’ottima notizia il via libera dell’Aula del Senato» ha commentato il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato. «Un altro passaggio dell’iter del Testo Unico che conferma la volontà di procedere con speditezza su una riforma attesa da tempo». Gemmato ha quindi ringraziato gli stakeholder intervenuti nelle audizioni e i parlamentari che hanno contribuito al lavoro emendativo, auspicando un rapido completamento dell’iter alla Camera. «Non stiamo mettendo in campo una misura di carattere economico» ha precisato, «ma un’opera di razionalizzazione normativa, con l’obiettivo di rendere la disciplina farmaceutica più chiara, coerente e accessibile». La finalità, ha aggiunto, è superare la stratificazione dei provvedimenti succedutisi negli anni per costruire un sistema maggiormente orientato ai bisogni dei cittadini, in particolare dei più fragili.

Rispetto al testo originario presentato dal Governo, il ddl esce dal Senato sostanzialmente invariato. La novità di maggiore rilievo per le farmacie è l’emendamento introdotto in Commissione e confermato dall’Aula che, con una nuova lettera b-bis) all’articolo 3, impegna l’esecutivo a rivedere al ribasso il limite quantitativo alla titolarità di farmacie da parte delle società di capitali. Una modifica sollecitata dall’opposizione per contrastare la concentrazione proprietaria nel settore e tutelare la natura professionale dell’esercizio farmaceutico. L’effettiva ridefinizione del tetto sarà demandata ai decreti attuativi.