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Direttiva Ue acque reflue, Egualia e Farmindustria preoccupate per oneri

23 Gennaio 2026

La direttiva europea sulle acque reflue urbane e le sue ricadute sul comparto industriale suscitano viva preoccupazione tra le aziende del farmaco. Lo hanno detto Marcello Cattani, presidente di Farmindustria, e Michele Uda, direttore generale di Egualia, nell’audizione convocata ieri dalla commissione Politiche Ue del Senato, nell’ambito del ciclo di incontri sulla Legge di delegazione europea 2025. In un contesto globale caratterizzato da forte concorrenza, tensioni geopolitiche e commerciali e aumenti strutturali dei costi operativi, è l’allarme che hanno lanciato le due organizzazioni, l’Europa ha già perso molto terreno rispetto agli altri grandi macrosistemi globali e sta attuando provvedimenti – come la revisione della legislazione farmaceutica – che aumenteranno il gap. La filiera dell’industria farmaceutica in Italia ribadisce la necessità di risolvere le criticità contenute nel sistema Epr (Responsabilità estesa del produttore) che – se introdotto senza modifiche – rischia di compromettere in maniera irreversibile la sostenibilità del comparto.

Recenti evidenze, specifica una nota congiunta di Egualia e Farmindustria, mostrano che la valutazione di impatto della Commissione ha sovrastimato l’impatto ambientale dei farmaci di quattro volte (il 66% anziché il 18%) e ha sottostimato i costi (che sarebbero invece superiori tra le 5 e le 10 volte): gli oneri aggiuntivi costituirebbero una tassa da circa 10 miliardi di euro l’anno per le aziende in Europa, anziché gli 1,2 miliardi della valutazione d’mpatto, che graveranno su soli due settori, farmaceutico e cosmetico, rischiando di acuire il fenomeno delle carenze di medicinali, in contraddizione con altre iniziative della stessa Unione Europea.

Di qui le richieste avanzate da Farmindustria ed Egualia al Governo perché continui a sostenere con forza in tutte le sedi disponibili – a partire da possibili emendamenti all’Omnibus ambientale recentemente presentato dalla Commissione Ue – la necessità di sospendere l’applicazione della direttiva per consentire un nuovo impact assessment entro la deadline del 31 dicembre 2028 per l’entrata in vigore dello schema di Epr. Inoltre, in vista dell’entrata in vigore in Italia della direttiva nella sua attuale versione, i rappresentanti della filiera hanno chiesto con forza l’adozione di principi che salvaguardino l’accesso ai medicinali e la competitività dell’industria farmaceutica, applicando le norme a tutti i produttori di sostanze microinquinanti perché contribuiscano in modo proporzionato alla loro rimozione, adottando un metodo di calcolo dei contributi concordato dagli organismi rappresentativi dell’industria e prevedendo l’istituzione di una sola organizzazione per l’adempimento della responsabilità del produttore per Stato membro, controllata dai produttori soggetti a Epr.