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Farmindustria al Senato: sì a televisita, telemonitoraggio e vaccinazioni in farmacia

2 Aprile 2026

Rafforzare il ruolo della farmacia dei servizi nella presa in carico dei pazienti, dalla vaccinazione alla televisita fino al telemonitoraggio e alla misurazione degli esiti clinici. È quanto auspica Farmindustria nella memoria presentata il 31 marzo alla commissione Igiene e sanità del Senato nell’audizione sul ddl delega per il Testo unico della farmaceutica, un provvedimento che l’industria giudica «di rilevanza strategica» e che, nelle intenzioni, dovrebbe andare oltre il semplice riordino normativo per diventare uno strumento di nuova governance del settore.

Nel documento consegnato ai senatori, Farmindustria riconosce al disegno di legge il merito di affrontare nodi cruciali – accesso ai farmaci, revisione dei tetti e del payback, rafforzamento dell’assistenza territoriale – ma accompagna il giudizio favorevole con una serie di proposte puntuali di modifica. L’obiettivo dichiarato è rendere il sistema più competitivo in uno scenario internazionale sempre più complesso, segnato da tensioni geopolitiche, aumento dei costi e nuove politiche industriali negli Stati Uniti e in Cina.

Il capitolo centrale della memoria riguarda il payback, indicato come «il principale fattore negativo per la competitività». Secondo i dati riportati, il meccanismo vale circa 2,3 miliardi nel 2025 e potrebbe arrivare a 3 miliardi annui nel biennio successivo, livelli giudicati insostenibili. Non solo: in un contesto come quello determinato dalla politica statunitense del cosiddetto “most favoured nation”, il payback finirebbe per configurarsi come una riduzione dei prezzi, riducendo l’attrattività del Paese per investimenti e innovazione. Da qui la richiesta di un suo superamento, articolato in due fasi: una prima con un tetto all’entità del ripiano a carico delle aziende e correttivi immediati, una seconda con l’abbandono definitivo del meccanismo a favore di una governance basata sul valore delle terapie e sugli esiti di salute.

Altro punto qualificante è il netto no alle riduzioni dei prezzi dei farmaci nell’ambito della revisione del prontuario cui sta lavorando l’Aifa. Farmindustria segnala come, a fronte di un incremento significativo dei costi di produzione e della logistica, ulteriori pressioni sui prezzi rischierebbero di compromettere la sostenibilità industriale, in particolare per i prodotti a basso costo. Le conseguenze, secondo l’associazione, sarebbero pesanti: perdita di capacità produttiva, maggiore dipendenza da Paesi extra Ue, aumento delle carenze e possibili ricadute sui pazienti. Nello stesso filone si inserisce anche la critica al mantenimento del bollino fisico accanto al Datamatrix europeo, ritenuto un aggravio competitivo che grava solo sull’Italia.

Sul piano più generale, la memoria insiste sulle criticità dello scenario internazionale. Le politiche industriali statunitensi – con investimenti annunciati per centinaia di miliardi e meccanismi di allineamento dei prezzi – e la crescente capacità di ricerca della Cina sono indicati come fattori che stanno già producendo effetti tangibili, tra cui una riduzione dei lanci di nuovi farmaci in Europa e una minore attrattività per gli investimenti. A questo si aggiungono gli shock recenti sui costi energetici e logistici e una dipendenza europea significativa dalle importazioni di principi attivi.