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Federfarma: vaccinazioni in 9mila farmacie e 1,5 mln di dosi iniettate in emergenza

1 Dicembre 2022

Sono circa novemila le farmacie del territorio che hanno vaccinato contro covid e un milione e mezzo le dosi somministrate durante il periodo emergenziale. Sono due delle cifre circolate ieri nella conferenza stampa organizzata a Roma da Federfarma per presentare il volume “Evoluzione della farmacia dei servizi. Prevenzione attiva e gestione della cronicità”, realizzato dalla Federazione con il contributo non condizionato di Sanofi.

Il libro, come riferisce in un lancio l’agenzia Dire, propone dati statistici e analisi provenienti da varie fonti e in particolare dal Centro di documentazione del Pgeu, il Gruppo dei farmacisti e delle farmacie europee. «Durante la pandemia» ha ricordato alla presentazione Marcello Gemmato, sottosegretario alla Salute «tutte le 20mila farmacie italiane sono rimaste aperte, a testimoniare quanto la loro presenza sia stata essenziale non solo nell’erogazione di prestazioni sanitarie ma anche nella consulenza. Nella seconda fase, quella in cui le farmacie hanno iniziato a erogare test e a vaccinare si è percepita la vera valenza della farmacia dei servizi». Quanto ai vaccini, ha detto ancora, «rivendico con orgoglio il fatto di essere stato il primo firmatario dell’emendamento che ha introdotto la possibilità di vaccinare all’interno delle farmacie».

Il paradosso, ha osservato dal canto suo il presidente di Federfarma, Marco Cossolo «è che ci sia voluta una pandemia per capire l’utilità della farmacia dei servizi. Se è stato necessario aspettare dieci anni per riuscirci, forse c’è qualcosa che non va».

Vaccinazioni a parte, riguardo alle quali la richiesta di Federfarma è di allargare il novero dei vaccini somministrabili in farmacia perché così si incrementano le coperture, le potenzialità più importanti che esprime la farmacia dei servizi riguardano la presa in carico delle cronicità. Occorre mettere in sinergia i vari professionisti della salute, in particolare medici e farmacisti, ma – dice il libro – in Europa sono stati introdotti con successo diversi modelli di collaborazione interprofessionale, con benefici oggettivi per i pazienti e i sistemi sanitari nazionali. Il volume, in particolare, riporta come best practice la New medicine service del Regno Unito, il farmacista di riferimento in Belgio e i Circoli di qualità che associano medici di medicina generale e farmacisti in Olanda e Svizzera.

L’appello finale, quindi, è quello di rinnovare i modelli per impostare un’assistenza sanitaria uniformemente accessibile su tutto il territorio e incentrata sui nuovi bisogni di salute dei cittadini.