Sono ormai uno stillicidio le notizie della cronaca che riferiscono di ricette false spacciate nelle farmacie per mettere le mani su un po’ di dosi di fentanyl o altri oppiacei da rivendere sul mercato nero. L’ultima arriva da Treviso, dove ieri i giornali hanno riportato il caso di una ventenne denunciata sabato scorso dalle forze di polizia per aver cercato di procurarsi una confezione di rivotril con una ricetta contraffatta.
Come specifica anche la stampa locale, episodi come quello trevigiano sono sempre più frequenti e tra le forze dell’ordine, così come tra le autorità sanitarie, si registra un’attenzione crescente. Le farmacie, dal canto loro, hanno cominciato a organizzarsi e crescono i gruppi Whatsapp tra titolari dello stesso circondario creati per avvisarsi a vicenda di “forestieri” che girano tra le farmacie con ricette sospette.
Ma con la digitalizzazione si potrebbe fare di più. Detto che i tentativi di falsificazione riguardano in un ampio numero di casi le cosiddette ricette rosse (che consentono ai malintenzionati di assicurarsi gratuitamente gli oppiacei da rivendere), ci sono anche episodi nei quali a essere contraffatte sono le ricette bianche, ovviamente su carta. E qui la dematerializzazione farebbe tanto, considerato tra l’altro che con la Legge di bilancio per il 2025 la Reb sarebbe obbligatoria su tutto il territorio nazionale.
Invece i dati dicono che la ricetta bianca continua a viaggiare su carta nella stragrande maggioranza dei casi: soltanto in Lombardia, dice Pharma Data Factory, nei primi sei mesi del 2025 le confezioni di farmaci di fascia A, A con nota e C prescritte su Reb ammontano ad appena il 6,8% del totale, con picchi del 14,6% nel caso dei farmaci della classe Atc G (sistema genito-urinario e ormoni sessuali) del 13,9% per la classe M (sistema muscolo-scheletrico).
Assolutamente irrisoria, addirittura, l’incidenza della ricetta bianca elettronica per i farmaci a base di fentanyl: le confezioni prescritte nello stesso periodo in modalità dematerializzata sono appena lo 0,2% del totale (4 su 2.597), un po’ poche considerati gli obblighi di legge. Forse i medici (gli specialisti in particolare) hanno un problema.