La riclassificazione delle gliflozine da A-Pht a convenzionata, disposta dall’Aifa alla fine del giugno scorso, ha generato risparmi sulla spesa farmaceutica per più di 9 milioni di euro in tre mesi, tra il settembre e il novembre dell’anno scorso. È uno dei dati che la stessa Agenzia del farmaco ha presentato ieri alla prima riunione del Tavolo tecnico istituito dalla Legge di bilancio per il 2024 proprio per monitorare l’impatto delle riclassificazioni (con avvio dell’attività dal marzo dello stesso anno).
Non è noto se il gruppo di lavoro – del quale fanno parte rappresentanti del ministero della Salute, dell’Economia e delle Finanze, dell’Aifa, delle Regioni e delle farmacie – sia stato convocato in risposta alla lettera del ministro Schillaci del 4 febbraio scorso che esortava l’Agenzia del farmaco a mettere sotto osservazione i conti della spesa farmaceutica. Vero, comunque, che nel corso della riunione sono stati forniti numeri in abbondanza per tranquillizzare i governi regionali sugli effetti delle riclassificazioni.
Su tutti, come anticipato, spicca la stima dei risparmi conseguiti nei tre mesi che vanno da settembre a novembre 2025, considerato che molte Regioni hanno recepito con estrema gradualità il provvedimento dell’Aifa che a giugno disponeva la riclassificazione delle glifozine: 9,1 milioni di euro in tutto, anche se a livello regionale si registrano scostamenti rilevanti. Qualche esempio: la regione che vede ridursi di più la spesa per questi farmaci è la Lombardia (-3,9 milioni), l’Emilia Romagna invece accusa un lieve incremento (poco più di 90mila euro).
La riclassificazione, in ogni caso, si può dire pressoché compiuta: nello stesso trimestre del 2024, passavano dal canale convenzionato il 5,6% delle gliflozine (volumi), nel periodo settembre-novembre 2025 sono cresciute all’80,2%. Soltanto in due regioni la media dei pezzi resta al di sotto del 50%, in Lombardia (dove però erano già in convenzionata quasi il 33% delle confezioni) e in Emilia Romagna.
Quanto ai risparmi, ha spiegato ancora l’Aifa, questi vanno cercati innanzitutto nelle negoziazioni che hanno visto le aziende farmaceutiche farsi carico di sconti confidenziali incrementati e prezzi ribassati. Da queste misure, è la valutazione dell’Agenzia, nel 2026 dovrebbero arrivare circa 23 milioni di minor spesa per questa categoria di farmaci. In più, la riclassificazione nella convenzionata ha generato una significativa frenata nei consumi di gliflozine, che tra il 2021 e il 2024 crescevano del 49% all’anno mentre dopo la riclassificazione sono aumentati del 37,7%.
Poco convinte dei numeri le Regioni, e in particolare i tecnici di Toscana e Lazio, che all’incointro hanno sollevato dubbi su alcune stime e hanno espresso forte disaccordo per l’abolizione del payback disposto dall’ultima Manovra. Il confronto tra Aifa e amministrazioni regionali sul governo della spesa farmaceutica, in sostanza, resta aperto.