«Il cambio di canale distributivo delle gliflozine ha determinato, in un solo trimestre, un risparmio di 9,2 milioni di euro. Su base annua significa circa 36,5 milioni di euro, con un potenziale incremento legato alle nuove condizioni negoziali in vigore dal 2026 e al completamento del trasferimento dei farmaci al canale convenzionato». Sono le parole con cui ieri il sottosegretario alla Salute, Marcello Gemmato, ha commentato i dati emersi dalla riunione del Tavolo tecnico per il monitoraggio della spesa istituito ai sensi dell’articolo 1, comma 229, della Legge 213/2023 (dati di cui FPress aveva parlato in questo articolo).
Il monitoraggio annuale previsto dalla normativa, continua la nota di Gemmato, conferma l’impegno del Governo a introdurre modifiche strutturali nella governance farmaceutica, assicurando trasparenza, controllo della spesa e sostenibilità nel medio e lungo periodo. «Da due anni abbiamo avviato quella che definisco una “rivoluzione gentile”, grazie al passaggio di alcuni farmaci per malattie croniche dalla gestione delle farmacie ospedaliere a quelle sotto casa: un intervento capace di migliorare concretamente l’accesso alle cure per i cittadini, rafforzando il principio di prossimità. Questi risultati confermano che è possibile coniugare una migliore presa in carico dei pazienti con il contenimento della spesa farmaceutica, attraverso una programmazione più efficace».
Programmare, semplificare e innovare sono i pilastri dell’azione di Governo, ha concluso Gemmato, «ogni intervento è accompagnato da un monitoraggio rigoroso della spesa, nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica e della sostenibilità del Servizio sanitario nazionale».
Soddisfazione per i numeri presentati al Tavolo di monitoraggio anche da Federfarma e Assofarm. «Il trasferimento di alcuni farmaci, come gli antidiabetici, alla distribuzione convenzionata conferma la validità della strada intrapresa dal ministero della Salute» osserva il presidente del sindacato titolari, Marco Cossolo «si tratta di una misura che rafforza il modello della sanità di prossimità, nel quale la farmacia svolge in ruolo importante di raccordo tra cittadino e Servizio sanitario nazionale».
«Il passaggio dalla dpc alla distribuzione convenzionata» aggiunge il presidente di Assofarm, Luca Pieri «evolve il farmacista da semplice dispensatore del farmaco a vero e proprio consulente specialistico del cittadino. Siamo insomma di fronte a un ennesimo momento felice per la farmacia italiana».