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Indennità rurali, in Molise preoccupazioni sull’articolo 17 della nuova Convenzione

26 Febbraio 2026

Sta creando grattacapi in diverse regioni, almeno tra quelle che hanno iniziato a lavorare sulla sua applicazione, l’articolo 17 della nuova Convenzione relativo all’indennità di residenza per le farmacie rurali. In Emilia Romagna, la prima Regione ad aver recepito nel dicembre scorso le nuove disposizioni, è esploso a gennaio lo scontento dei sindacati delle farmacie (Federfarma e Assofarm) poi rientrato dopo una laboriosa mediazione. In Molise, le prime simulazioni condotte da Regione e sindacato titolari stanno facendo emergere problemi e difficoltà applicative che preoccupano tanto l’amministrazione quanto le farmacie.

Tra le criticità, c’è innanzitutto l’ampliamento della platea cui è destinata l’indennità: al contrario della Convenzione precedente, con il nuovo Acn il contributo non spetta più alle sole sussidiate (comuni fino a tremila abitanti) ma a tutte le rurali (5mila abitanti). Il risultato è che il numero degli aventi diritto si amplia in modo significativo: tanto per fare qualche esempio, in Lombardia alle 722 sussidiate se ne aggiungono altre 210, nelle Marche il totale cresce del 15%, in Basilicata se ne aggiungono 28 (che alzano il totale a 118), in Molise 15. Aumentano i beneficiati, ma le risorse da ripartire rimangono invariate: in Emilia Romagna, per esempio, Federfarma e Assofarm speravano che la Regione avrebbe fatto confluire nel fondo per l’indennità il contributo regionale che ogni anno va alle farmacie disagiate (urbane e rurali), ma così non è stato e dunque le farmacie rurali riceveranno un contributo che va da un minimo di 50 a un massimo di 500 euro all’anno.

In Molise si sta ancora ragionando ma la Regione ha già fatto sapere che un aumento dei fondi è molto improbabile, considerato che la Corte dei conti, alla vidimatura dell’Acn, avrebbe avvertito che le sue disposizioni sono a costo zero per il Ssn. Per di più, il sistema di indicatori e coefficienti introdotto dall’articolo 17 ai fini della determinazione delle indennità rischia di lasciare molte piccole farmacie all’asciutto o quasi.

Come si ricorderà, questi indicatori sono quattro – fatturato ai fini Iva, popolazione residente, distanza dal capoluogo e turni effettuati in un anno – ognuno dei quali dà diritto a un certo numero di punti in base al contesto di ogni farmacia. In Molise si stanno però scoprendo effetti collaterali poco graditi: «Qui» spiega a FPress Luigi Sauro, presidente di Federfarma regionale «abbiamo molte piccole farmacie che sorgono in comuni di 400-500 persone, distanti pochi chilometri dal capoluogo; poiché tra i nuovi parametri entra la distanza dal capoluogo, i loro titolari finiranno per prendere un’indennità nettamente inferiore al passato».

Per misurare gli effetti del nuovo sistema, Federfarma Molise ha effettuato una simulazione calcolando per ogni farmacia rurale il punteggio risultante dai diversi indicatori e attribuendo poi a ciascuna l’indennità 2024 (489mila euro) in maniera proporzionale al suo punteggio (come da algoritmo di Federfarma nazionale). «Risultato» commenta Sauro «su un totale di 130 farmacie rurali se ne contano 18 che da un anno all’altro vedono l’indennità ridursi di più di 2mila euro. E venti che ci rimettono più di mille euro. In un caso, poi, la contrazione supera i 4mila euro. Abbiamo chiesto a Federfarma nazionale di permetterci di modificare alcuni meccanismi, per esempio allargare le maggiorazioni previste per le farmacie delle piccole isole anche agli esercizi delle aree interne, ma la possibilità è stata esclusa. Adesso valuteremo assieme alla Regione l’eventualità di far approvare in Consiglio una clausola di salvaguardia che tuteli i titolari penalizzati dal nuovo sistema».

Altrove invece si è appena cominciato a ragionare sulle nuove disposizioni. In Veneto e Umbria, per esempio, alle farmacie è stato distributo un questionario perché comunichino la loro situazione rispetto ai quattro parametri e si possa quindi fare una stima dei punteggi, nelle Marche c’è l’intenzione di chiedere un rifinanziamento dell’indennità proprio per stare al passo dell’ampliamento della platea degli aventi diritto.

Infine c’è il problema dei tempi: in teoria il nuovo sistema di calcolo dovrebbe scattare da quest’anno e le farmacie dovrebbero comunicare i loro indicatori per la fine di marzo, ma si registrano forti ritardi quasi dappertutto. E per di più, complica poi il fatto che in molte regioni l’indennità rurale è regolata da leggi locali, che richiederanno una modifica normativa con iter consiliare dal calendario a dir poco aleatorio. Non resta che stare a vedere.