filiera

Presa l’ex farmacista che si faceva prendere in prova per rubare nelle farmacie

14 Marzo 2026

La cronica carenza di farmacisti collaboratori – una difficoltà ormai segnalata da anni da titolari e associazioni di categoria – spinge sempre più spesso le farmacie ad accelerare i tempi di selezione e a valutare con rapidità le candidature che arrivano in negozio. È proprio in questo contesto che si inserisce la vicenda emersa nei giorni scorsi a Trieste, dove i carabinieri hanno arrestato una donna di 53 anni che da tempo si presentava in diverse farmacie del Nord-Est chiedendo di essere assunta in prova e approfittava della fiducia dei titolari per sottrarre denaro e prodotti.

L’episodio che ha portato all’arresto si è verificato in una farmacia del centro di Trieste. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, la donna si è presentata dichiarando di essere una farmacista disponibile a un periodo di prova e fornendo generalità false. Una volta ottenuto l’accesso ai locali dell’esercizio e alle attività del banco, ha approfittato dei momenti di maggiore afflusso per avvicinarsi alla cassa e prelevare più volte denaro contante dal fondo cassa, oltre ad appropriarsi di alcuni prodotti presenti nel punto vendita. Il bottino, secondo le prime ricostruzioni, ammontava a oltre 700 euro.

I movimenti sospetti non sono però sfuggiti al titolare della farmacia, che ha contattato i carabinieri della stazione cittadina. I militari, intervenuti anche in abiti civili, hanno fermato la donna poco dopo l’uscita dall’esercizio commerciale trovandola ancora in possesso del denaro sottratto, poi restituito al titolare. La 53enne è stata arrestata con l’accusa di furto aggravato e denunciata anche per esercizio abusivo della professione e sostituzione di persona; successivamente è stata trasferita nel carcere del Coroneo a disposizione dell’autorità giudiziaria.

Ma l’episodio triestino sarebbe soltanto l’ultimo di una serie. Dalle verifiche successive all’arresto, infatti, è emerso che la donna non era una semplice candidata in cerca di lavoro, bensì un’ex farmacista radiata dall’albo che da tempo si presentava in varie farmacie del Nord-Est con lo stesso stratagemma. In diverse occasioni avrebbe ottenuto brevi periodi di prova o giornate di affiancamento al banco, sfruttando la fiducia del personale per sottrarre denaro dalla cassa o appropriarsi di merce esposta sugli scaffali.

Secondo quanto ricostruito dalle forze dell’ordine e dalla stampa locale, il copione era sempre lo stesso: presentazione come farmacista in cerca di occupazione, disponibilità immediata a un turno di prova e, una volta all’interno dell’esercizio, piccoli prelievi ripetuti dal fondo cassa o la sottrazione di prodotti. In alcuni casi i furti sarebbero stati scoperti solo successivamente, quando la donna aveva già lasciato il posto di lavoro con la scusa di non essere interessata all’incarico.

La vicenda riporta così all’attenzione un problema ben noto alla categoria: la difficoltà crescente nel reperire farmacisti collaboratori. Negli ultimi anni molte farmacie, soprattutto nei centri di dimensioni medie o nelle aree periferiche, segnalano difficoltà a coprire i turni e a trovare personale qualificato. Una situazione che talvolta induce i titolari a valutare con rapidità le candidature che arrivano direttamente in farmacia, accettando anche brevi periodi di prova prima di completare tutte le verifiche sui titoli e sull’iscrizione all’albo professionale.

Proprio questa dinamica avrebbe consentito alla donna di replicare più volte lo stesso schema. L’arresto di Trieste ha ora permesso di interrompere una sequenza di furti che avrebbe interessato diverse farmacie della zona, mettendo in luce un raggiro che sfruttava due elementi tipici del lavoro in farmacia: il rapporto fiduciario tra colleghi e la necessità, sempre più diffusa, di reperire rapidamente personale qualificato.

Una vicenda che, oltre all’aspetto penale, rappresenta anche un monito per le farmacie a rafforzare le verifiche preliminari sulle candidature e sui titoli professionali dichiarati da chi si presenta per un impiego, soprattutto in una fase in cui la carenza di collaboratori rischia di rendere più vulnerabile l’organizzazione del lavoro nei punti vendita.