«Le farmacie italiane non possono essere ridotte a semplici luoghi di transito di prestazioni erogate da altri: sono e devono restare presidi attivi, competenti e responsabili della salute pubblica territoriale». È la principale critica che Federfarma Calabria rivolge al protocollo sottoscritto nei giorni scorsi da Fofi e Fnob (l’Ordine dei biologi) per cementare tra le due professioni una collaborazione imperniata sulla farmacia dei servizi. Un’intesa, osserva in una nota il sindacato regionale, che «rappresenta un importante tentativo di dialogo interprofessionale», ma suscita alcune «rilevanti criticità» riguardo al ruolo del farmacista.
In sostanza, dice Federfarma Calabria, il testo riconosce alla farmacia la funzione di presidio sanitario di prossimità. Ma allo stesso tempo, ma in tema di Poct (Point of care test) «attribuisce al farmacista la responsabilità operativa soltanto per gli aspetti organizzativi e documentali», mentre ai biologi «è riconosciuta la facoltà di validare i risultati trasmessi dalle farmacie». Ne deriverebbe, per il sindacato calabrese, «una evidente asimmetria, che rischia di svilire il ruolo professionale del farmacista riducendone autonomia e centralità nel processo sanitario».
In aggiunta, il protocollo delega al ministero della Salute la compilazione di un «elenco nazionale» dei Poct ammessi in farmacia, con l’esclusione di quelli «a più alta complessità»; prevede che i biologi possano somministrare le vaccinazioni in farmacia; contempla infine la possibilità che sempre i biologi possano assicurare le attività relative alla cosmetologia ed eseguire prelievi di sangue venoso (in questo caso assieme agli infermieri).
«Pur condividendo la necessità di promuovere sinergie tra professionisti della sanità» è la conclusione di Federfarma Calabria «riteniamo essenziale salvaguardare l’identità e la piena valorizzazione della figura del farmacista, che negli anni ha conquistato un ruolo fondamentale nel mondo sanitario e che oggi svolge una funzione fondamentale nella rete dei servizi territoriali del Ssn». Di conseguenza, il sindacato regionale chiede che l’invocato tavolo tecnico sulla farmacia dei servizi da istituire al ministero della Salute «sia occasione per definire standard operativi chiari, che tutelino i cittadini e le responsabilità dei professionisti, evitare deleghe improprie o sbilanciamenti normativi a favore di figure diverse da quella del farmacista e rafforzare il ruolo sanitario della farmacia, evitando derive che ne compromettano autorevolezza e centralità».