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Testo unico della farmaceutica, Sifo: siano ascoltate proposte di tutti

19 Febbraio 2026

«Siamo davanti ai presupposti per un’autentica riforma di sistema, ed è fondamentale che tutti i protagonisti della filiera possano contribuire ai prossimi decreti legislativi con il proprio apporto competente». È questo il senso dell’appello lanciato dal presidente di Sifo, Arturo Cavaliere, intervenendo a Roma al convegno sulla legge delega per il riordino della legislazione farmaceutica, organizzato alla Camera dei Deputati dal vicepresidente della commissione Affari sociali, Luciano Ciocchetti, alla presenza del sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato.

Nel suo intervento, Cavaliere ha ribadito il sostegno della società scientifica all’iniziativa del Testo unico della farmaceutica, sottolineando come da tempo la comunità professionale avvertisse la necessità di «mettere ordine nel mondo del farmaco». Da qui la richiesta che il percorso attuativo coinvolga tutte le componenti della filiera, anche alla luce degli effetti che i futuri decreti avranno sull’accesso alle cure, sull’organizzazione dei servizi e sull’equilibrio del sistema.

Entrando nel merito dell’articolato, il presidente Sifo si è soffermato in particolare sull’articolo 3, che definisce i principi e i criteri direttivi dei decreti legislativi attesi entro fine 2026. Sul capitolo della distribuzione dei medicinali – anche in relazione alla produzione interna di principi attivi ed eccipienti e all’accesso per pazienti con patologie rare, croniche o invalidanti – Cavaliere ha ricordato che «il contributo del farmacista ospedaliero su questo articolo è particolarmente preciso e specifico», richiamando il Documento tecnico congiunto elaborato insieme a Fofi, Federfarma e Assofarm, che delinea le basi per una riorganizzazione dei canali distributivi (distribuzione diretta, distribuzione per conto e convenzionata). «Desideriamo quindi mettere a disposizione dei legislatori quel testo», ha spiegato.

Un altro punto centrale riguarda l’approvvigionamento dei farmaci innovativi e delle terapie per le malattie rare. Sifo ha proposto, anche sulla base di un documento condiviso, l’istituzione di una Centrale unica di committenza individuata dalla Conferenza Stato-Regioni, capace di gestire procedure nazionali e superare la frammentazione delle gare. L’obiettivo, ha osservato Cavaliere, è «evitare duplicazioni di costi e consentire un accesso simultaneo, omogeneo e tempestivo delle nuove terapie su tutto il territorio».

Il presidente Sifo ha poi toccato altri nodi strutturali: la gestione dei biosimilari, il fenomeno delle carenze e delle indisponibilità, la razionalizzazione della spesa farmaceutica nazionale e regionale, il rapporto tra ospedale e territorio e il tema della continuità delle cure. Su galenici e radiofarmaci, la posizione è netta: «il processo di allestimento e distribuzione dovrà essere ricondotto sotto la responsabilità delle farmacie ospedaliere così come avviene per tutti gli altri farmaci trattati in ambito ospedaliero».

In chiusura, Cavaliere ha rivendicato il ruolo dei farmacisti ospedalieri e dei servizi territoriali «come professione competente per lo sviluppo e l’approfondimento dei molteplici ed essenziali contenuti di questo Testo unico», indicando un doppio obiettivo: garantire terapie innovative e ad alto contenuto tecnologico nei centri ospedalieri e, in parallelo, assicurare un accesso uniforme alle cure della cronicità sul territorio, in sinergia con le farmacie di comunità. «L’analisi delle criticità realizzata dal farmacista ospedaliero – ha concluso – può essere il punto di partenza di un’autentica razionalizzazione territoriale del sistema del farmaco».