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Testo unico farmaceutica, nuova bozza ddl delega: su distribuzione serve intesa con Regioni

28 Gennaio 2026

Dovranno necessariamente passare da un’intesa con le Regioni le norme del prossimo Testo unico sulla farmaceutica che tratteranno di distribuzione del farmaco. È una delle novità che caratterizzano la nuova bozza dello schema di disegno di legge delega licenziato a ottobre e ora in procinto di tornare in Consiglio dei ministri per l’approvazione definitiva, dopo le osservazioni avanzate dalla Conferenza delle Regioni. Un aggiustamento mirato, ma politicamente rilevante, che incide su uno dei capitoli più sensibili dell’intera riforma e rafforza il ruolo degli enti territoriali in un ambito storicamente segnato da competenze concorrenti.

La modifica riguarda l’articolo 1 del provvedimento e amplia il perimetro dei casi in cui è richiesta l’intesa preventiva in sede di Conferenza unificata. Accanto al payback e all’implementazione dei sistemi informativi regionali, l’intesa diventa ora obbligatoria anche per la disciplina della distribuzione dei medicinali, limitatamente agli aspetti di competenza regionale. In questo modo, eventuali interventi dei decreti legislativi delegati su modelli distributivi, assetti organizzativi e articolazioni territoriali non potranno prescindere da un passaggio formale con le Regioni.

Per il resto, l’impianto della delega rimane sostanzialmente invariato. Il Governo è autorizzato ad adottare entro il 31 dicembre 2026 uno o più decreti legislativi per il riordino complessivo della normativa farmaceutica, attraverso la redazione di testi unici. Il procedimento resta articolato e scandito da più passaggi: proposta del Ministro della salute, concerto con gli altri dicasteri competenti, parere del Consiglio di Stato, coinvolgimento della Conferenza unificata nei casi previsti e successivo esame parlamentare. È confermata anche la possibilità di adottare, nei due anni successivi, decreti correttivi e integrativi.

Tra le altre variazioni introdotte nella nuova bozza figura l’ampliamento dei ministeri chiamati al concerto, con l’ingresso del dicastero per le riforme istituzionali e la semplificazione normativa, segnale dell’attenzione posta all’obiettivo di razionalizzazione dell’impianto regolatorio. Sul piano dei principi generali, viene inoltre leggermente ricalibrato il riferimento agli ambiti del sistema sanzionatorio da rivedere, con una formulazione più selettiva rispetto alla versione precedente.

Resta invece immutato il cuore della delega: revisione dei tetti di spesa e dei meccanismi di payback, potenziamento dei sistemi informativi e della digitalizzazione dei processi di prescrizione e dispensazione, rafforzamento del ruolo delle farmacie territoriali come presidi sanitari di prossimità, anche attraverso televisita e telemonitoraggio. Ma è soprattutto sulla distribuzione del farmaco, ora vincolata a un’intesa rafforzata con le Regioni, che si concentra il segnale politico più evidente di questa seconda lettura a Palazzo Chigi.