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Il Sole 24 Ore: insuline prossimo step della “rivoluzione gentile” di Gemmato

27 Marzo 2026

Potrebbero essere le insuline basali, le formulazioni “long acting” utilizzate da milioni di diabetici per garantire un rilascio costante di insulina, la categoria che quest’anno verrà riclassificata dalla distribuzione diretta alla convenzionata dopo le gliptine due anni fa e le gliflozine nel 2025. È quanto anticipa Il Sole 24 Ore nell’articolo dedicato al convegno con cui ieri al ministero della Salute si è fatto il punto sulla cosiddetta “rivoluzione gentile” inaugurata dalla Legge di bilancio per il 2024, che ha introdotto la possibilità di trasferire progressivamente i farmaci dalla distribuzione diretta e dal prontuario A-Pht alla distribuzione convenzionata nelle farmacie territoriali. Il dossier sulle insuline, scrive in sintesi il quotidiano, sarebbe ormai in fase avanzata e potrebbe approdare a breve all’esame della Commissione scientifico-economica (Cse) dell’Aifa, passaggio necessario prima del via libera definitivo.

Aprendo i lavori, Gemmato ha rivendicato il cambio di paradigma avviato negli ultimi due anni: «Due anni fa parlavamo di un cambiamento epocale. Oggi possiamo dire che quella visione si è tradotta in una rivoluzione gentile». Il riferimento è al superamento di un modello organizzativo fermo da oltre vent’anni, con il progressivo spostamento dei medicinali dal canale ospedaliero a quello territoriale. Una traiettoria che, come ribadito durante l’evento, ha già visto il trasferimento di due classi di antidiabetici, gliptine e gliflozine, e che entro il 30 marzo dovrebbe conoscere una nuova tappa, come previsto dalla normativa.

L’obiettivo dichiarato è ambizioso: portare fino al 90% dei farmaci nel canale della convenzionata. «Abbiamo scelto di riportare il farmaco sul territorio», ha sottolineato il sottosegretario, indicando nella prossimità uno degli assi portanti della riforma, insieme alla semplificazione dei percorsi per i pazienti cronici e al rafforzamento della presa in carico. In questo quadro si inserisce anche il ruolo della farmacia dei servizi, chiamata a contribuire al monitoraggio dell’aderenza terapeutica.

Sul fronte economico, Gemmato ha respinto le critiche su un presunto aumento della spesa, citando i dati dell’Agenzia Italiana del Farmaco: «La riclassificazione delle gliflozine ha generato un risparmio per il Servizio sanitario nazionale di 9,2 milioni di euro tra settembre e novembre 2025, con una proiezione annua di circa 36,5 milioni». Un risultato ottenuto, ha precisato, anche grazie alla negoziazione condotta con le aziende e a consumi rimasti in linea con le attese, per un totale di 3,4 milioni di confezioni. Ai risparmi diretti si aggiungerebbero poi quelli indiretti legati alla gestione ospedaliera – logistica, stoccaggio, sicurezza e trasporti – oltre alle perdite causate dai furti nelle farmacie ospedaliere, che nel 2024 hanno raggiunto un valore di 8,6 milioni di euro.

Il passaggio delle insuline basali, se confermato, rappresenterebbe un ulteriore passo in questa direzione. Si tratta di farmaci che mimano la secrezione basale fisiologica dell’insulina, assicurando una copertura costante della glicemia tra i pasti e durante la notte, e che oggi pesano per circa 177 milioni di euro sulla spesa farmaceutica diretta. Il loro trasferimento alla convenzionata consentirebbe ai pazienti di ritirarli direttamente in farmacia senza i tempi di attesa legati alla distribuzione per conto.

Al centro della riforma resta dunque il tema dell’accessibilità. «In concreto significa più accessi ai farmaci essenziali, meno burocrazia e cure più vicine ai cittadini», ha affermato Gemmato, sottolineando l’impatto soprattutto sulla popolazione anziana e sui pazienti cronici, che spesso devono affrontare percorsi complessi per il ritiro dei medicinali.

Una linea condivisa anche dal presidente dell’Aifa, Robert Nisticò, che in chiusura ha richiamato il nesso tra prossimità e aderenza terapeutica: «Il tema centrale è quello che il cittadino si avvicina al farmaco. È fondamentale arrivare sotto casa, soprattutto in zone remote, in zone interne, con una popolazione molto ormai anziana. L’Italia è il secondo Paese più longevo al mondo: se riusciamo a portare sempre più il farmaco al cittadino, può migliorare l’aderenza terapeutica».