Senza categoria

AstraZeneca scommette sull’intelligenza artificiale per la ricerca oncologica

22 Gennaio 2026

Modella AI entra in AstraZeneca. La multinazionale britannico-svedese ha annunciato il 13 gennaio l’acquisizione della biotech statunitense specializzata in intelligenza artificiale con l’obiettivo di accelerare l’impiego di modelli “foundation” e agenti AI lungo tutto il portafoglio oncologico, dalla ricerca traslazionale allo sviluppo clinico. I dettagli finanziari dell’operazione non sono stati resi noti.

L’operazione arriva dopo un accordo pluriennale avviato tra i due gruppi e comunicato nel luglio 2025: una fase di collaborazione che, di fatto, ha funzionato come “test operativo” prima della decisione di AstraZeneca di internalizzare tecnologie, dati e competenze chiave di Modella AI. Il punto centrale è l’integrazione, nella R&S oncologica di AstraZeneca, di sistemi di AI generativa in grado di supportare workflow fortemente data-driven, in cui la velocità di analisi e la capacità di estrarre segnali utili dai dati possano tradursi in un vantaggio concreto sul piano clinico e industriale.

Secondo quanto comunicato, l’acquisizione servirà a incorporare nell’organizzazione di R&D oncologica le piattaforme di Modella AI per accelerare lo sviluppo clinico, migliorare la scoperta di biomarcatori e rafforzare i processi decisionali basati sui dati lungo l’intera “pipeline” di sviluppo. In termini pratici, significa aumentare la capacità di interpretare in modo quantitativo e riproducibile informazioni complesse — in particolare immagini istologiche e dati clinico-biologici — per ottimizzare la selezione dei pazienti, affinare l’ipotesi terapeutica e ridurre i margini di incertezza nelle fasi più critiche degli studi.

Tra gli strumenti sviluppati da Modella AI rientra Judith, una soluzione di AI generativa progettata per creare e interpretare modelli a partire da dataset di immagini, per esempio stimando la risposta a un trattamento o contribuendo a costruire un quadro prognostico. Sul versante più direttamente “clinico”, l’azienda ha inoltre realizzato PathChat, definito come un copilota di anatomia patologica: un agente conversazionale in grado di affiancare lo specialista con funzioni di analisi d’immagine, supporto al ragionamento diagnostico e produzione di sintesi strutturate dei contenuti.

Proprio PathChat è stato al centro di pubblicazioni scientifiche su Nature nel 2024, che hanno contribuito a portare attenzione sul potenziale dei sistemi multimodali — capaci cioè di combinare visione e linguaggio — nell’interpretazione delle immagini istopatologiche. In particolare, lo sviluppo descritto in letteratura si basa sull’adattamento di un encoder visivo “foundation” per la patologia, integrato con un grande modello linguistico e ottimizzato su un’ampia base di istruzioni visivo-testuali, con l’obiettivo di ottenere risposte utili e contestualizzate alle domande cliniche poste sulle biopsie digitali.

Modella AI è nata da un gruppo di ricercatori legati a MIT, Harvard e Broad Institute, una traiettoria che riflette il ruolo crescente degli ecosistemi accademici statunitensi nel trasferimento tecnologico verso piattaforme applicabili alla medicina di precisione. E il mercato, in questo caso, non guarda soltanto al “fascino” dell’AI generativa: il vero nodo è la possibilità di rendere questi strumenti realmente implementabili nei contesti clinici e negli studi internazionali, mantenendo standard di robustezza, scalabilità e governance del dato. Nel comunicato, la direttrice commerciale di Modella AI Gabi Raia ha sottolineato che lo sviluppo di farmaci in oncologia è «sempre più complesso, ricco di dati e sensibile al fattore tempo», e che le aziende cercano soluzioni «non solo potenti ma realmente distribuibili negli studi clinici e nei contesti clinici su scala globale».

Per AstraZeneca, il valore strategico dell’acquisizione consiste nella disponibilità interna di modelli fondamentali di patologia e di agenti AI pensati per abilitare terapie più mirate e, parallelamente, diagnosi e stratificazione dei pazienti più accurate. Un aspetto rilevante, anche simbolicamente, è che l’azienda ha definito l’operazione come la prima acquisizione di una società di intelligenza artificiale da parte di una big pharma: un segnale di maturazione del settore, in cui l’AI non è più soltanto oggetto di partnership o progetti pilota, ma diventa una competenza da portare stabilmente “a bordo” nei processi core di ricerca e sviluppo.