«Il tema centrale deve essere quello della sostenibilità: non basta mettere più risorse senza una riorganizzazione del sistema». È attorno a questo asse che il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato ha aperto ieri la seconda giornata degli Stati generali dell’economia della salute, in corso a Varese fino a oggi. Un passaggio che ha immediatamente richiamato il nodo strutturale del sistema: garantire la tenuta del Servizio sanitario nazionale senza intaccarne l’universalismo. «Abbiamo uno straordinario sistema pubblico, ancora tra i primi al mondo, che deve continuare a garantire la gratuità di accesso», ha ricordato Gemmato, affiancando al principio politico il dato economico: «Il Governo ha messo in campo 143 miliardi per il fondo sanitario nazionale, contro i 114,5 del 2019». Risorse in crescita che però, ha avvertito, non bastano senza un ripensamento dei modelli organizzativi.
Il tema della riorganizzazione è stato ripreso dal presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, che ha insistito sulla necessità di superare un’impostazione ormai datata. «L’attuale legge ha 50 anni ed è nata in un contesto completamente diverso: se non si interviene in maniera diretta, il problema economico resterà». Il riferimento è a un sistema ancora fortemente centrato sull’ospedale, che secondo il governatore deve lasciare spazio a una sanità più distribuita e territoriale. «L’obiettivo è intercettare il bisogno di cura prima dell’accesso ospedaliero, con un rapporto diretto tra medico e paziente e una gestione strutturata della cronicità». In questa prospettiva, ha aggiunto, la prevenzione diventa un pilastro strategico, non solo sanitario ma anche economico, perché consente di ridurre l’impatto delle patologie sul sistema. Fontana ha poi collegato il cambio di paradigma a uno dei problemi più sentiti dai cittadini, quello delle liste d’attesa: «Senza una modifica profonda dell’organizzazione sanitaria ogni risposta sarà parziale».
Sul piano politico-istituzionale, la giornata ha visto anche il contributo del presidente della Conferenza delle Regioni e governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, che ha posto l’accento sulla necessità di uscire da una gestione condizionata dal consenso immediato. «Per anni il diritto alla salute è stato utilizzato come una clava elettorale, inseguendo la propaganda invece di costruire progettualità di medio e lungo periodo». Un’impostazione che, secondo Fedriga, ha finito per indebolire il sistema. Il modello della sua regione viene indicato come esempio di un approccio diverso: «La razionalizzazione non è un taglio di spesa: noi abbiamo aumentato gli investimenti». Le priorità restano il rafforzamento dell’assistenza territoriale e la capacità di concentrare le attività ad alta complessità, così da garantire qualità clinica e sostenibilità.
Nel corso della mattinata sono intervenuti anche esponenti del Governo collegati da remoto. Il ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli ha richiamato il legame tra salute e qualità della vita, mentre il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha definito la salute «una filiera strategica per il Paese», sottolineando le ricadute industriali ed economiche del comparto.
I lavori sono poi proseguiti nel pomeriggio con una serie di panel tematici che hanno ampliato lo sguardo su prevenzione, innovazione e sostenibilità. Tra gli interventi più rilevanti quello della virologa Ilaria Capua, che ha richiamato il concetto di “salute circolare” e l’urgenza di affrontare il fenomeno dell’antibiotico-resistenza. «Se non si interviene – ha avvertito – il rischio è di arrivare a 40 milioni di morti entro il 2050 per infezioni da batteri resistenti», un dato che restituisce la dimensione globale del problema e la necessità di strategie integrate tra medicina, ambiente e sistemi produttivi. Parallelamente, spazio anche al coinvolgimento delle nuove generazioni, con incontri tra studenti e professionisti della sanità ospitati nelle sale delle Ville Ponti.
Il confronto proseguirà oggi con gli ultimi appuntamenti in programma e con il Villaggio della Salute aperto alla cittadinanza, che chiuderà l’edizione 2026 degli Stati generali.