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Spesa farmaci, Aifa: nei primi 10 mesi del 2025 convenzionata pasi al 6,33% del Fsn

31 Gennaio 2026

Nei primi nove mesi del 2025 la spesa farmaceutica sostenuta dal Ssn attravrso il circuito della convenzionata è arrivata a toccare i 6.425 milioni di euro (6,33% del Fondo sanitario), quella degli acquisti diretti ammonta invece a 11.811 milioni di euro (11,64%). È quanto riporta l’Aifa nel suo ultimo monitoraggio: in totale, nel periodo considerato il Ssn ha speso complessivamente per farmaci 18 miliardi e 420 milioni di euro, con uno scostamento dal tetto programmato pari a 2,85 miliardi di euro.

L’evoluzione, continua il report, evidenzia un calo rispetto alla spesa registrata nei primi sei mesi del 2025, anche se il tetto della spesa per acquisti diretti sfonda il proprio tetto (8,3%) di quasi tre punti e risulta lievemente superiore a quella registrata nel medesimo periodo dell’anno precedente (11,29%).

Sugli acquisti diretti, è l’analisi dell’Aifa, hanno inciso l’uscita (dal 31 dicembre 2024) di medicinali con indicazioni terapeutiche innovative per un rilevante valore di 494 milioni di euro che, nonostante l’ampliamento dei criteri di accesso al fondo farmaci innovativi sono stati solo parzialmente compensati dall’introduzione di nuovi medicinali innovativi, residuando comunque una minore spesa rispetto al 2024 di oltre 220 milioni di euro.

Viceversa, il confronto della spesa convenzionata con il relativo tetto del 6,8% del Fsn evidenzia una incidenza del 6,33%, in crescita rispetto a quello registrato nel medesimo periodo dell’anno precedente (6,28%) e in avanzo rispetto al tetto di -478 milioni di euro. Incide, tuttavia, sulla dinamica della spesa convenzionata confrontata con il tetto, il recepimento, non ancora completo a settembre 2025, degli effetti della Determinazione Aifa 926/2025 di riclassificazione degli antidiabetici afferenti alla categoria delle gliflozine, dalla fascia A-PHT alla fascia A, che da un lato incrementerà la spesa convenzionata e dall’altro ridurrà la spesa per acquisti diretti.

In relazione alle differenze regionali, anche in questo Monitoraggio si evidenzia una sensibile variabilità in termini di spesa per gli acquisti diretti, con un’incidenza della spesa rispetto al Fondo sanitario nazionale che varia dal 14,67% della Sardegna al 9,91% e al 9,65%, rispettivamente di Lombardia e provincia di Trento. Si registra, inoltre, una variabilità regionale nel confronto tra l’incidenza della spesa sul FSN nel 2025, rispetto al 2024: con Regioni che hanno fatto registrare una riduzione nel 2025 (ossia Friuli V.G., Piemonte, Molise e Prov. Aut. di Trento).

Riguardo alla spesa farmaceutica convenzionata, il Monitoraggio evidenzia una crescita dello +0,2% del numero di dosi giornaliere dispensate (pari a +41,5 milioni), a cui corrisponde un incremento della spesa convenzionata netta a carico del SSN di 194 milioni di euro (+3,2%), con sensibili differenze tra le Regioni, di cui otto hanno fatto registrare uno sforamento del tetto del 6,80% e cinque Regioni ampiamente all’interno del tetto (<5,4%).

«Per garantire una migliore governance della spesa» spiega il presidente di Aifa, Robert Nisticò «l’Agenzia sta nel frattempo mettendo a punto una clausola di salvaguardia per gestire l’accesso alla rimborsabilità di nuovi medicinali ad alto costo e innovativi, oltre a lavorare sulle modalità di attuazione della norma recentemente introdotta con la legge di bilancio 2026, inerente alla revisione del prontuario farmaceutico nazionale”.

«L’andamento della spesa farmaceutica pubblica è influenzato da molteplici fattori, tra i quali l’introduzione di farmaci innovativi e l’invecchiamento della popolazione, che in Italia presenta un trend di spesa crescente negli ultimi 20 anni, simile a quello registrato in altri Paesi sviluppati e con un sistema sanitario pubblico» commenta il direttore tecnico scientifico, Pierluigi Russo «la crescita della spesa per acquisti diretti di farmaci di ogni classe di rimborsabilità da parte delle strutture sanitarie pubbliche è stata del +4,9% attualmente (settembre 2025) mentre era del +9,1% a settembre 2024 e del +15% ad aprile 2024. Nel 2025 registriamo una rilevante riduzione della spesa per farmaci innovativi a seguito della scadenza dei 36 mesi della patente di innovatività, prevista per legge, riversandone l’onere sul tetto degli acquisti diretti, che presenta una spesa da oltre 10 anni superiore ai livelli programmati. Negli ultimi due anni, le nuove norme introdotte in tema di finanziamento e regolamentazione dell’assistenza farmaceutica e le misure amministrative di regolamentazione dell’accesso ai farmaci poste in essere dall’Agenzia, stanno concorrendo e concorreranno ulteriormente ai risultati finora ottenuti».