Nel Regno Unito una farmacia online su dieci ha subito la duplicazione del proprio sito web o dei propri profili social da parte di organizzazioni criminali che utilizzano piattaforme clonate per vendere medicinali contraffatti, soprattutto nel segmento dei dimagranti. È l’allarme lanciato dalla Npa (National Pharmacy Association, l’associazione delle farmacie indipendenti inglesi), che chiede al governo nuove tutele per aiutare i pazienti a distinguere gli operatori autorizzati da quelli illegali. A riferirlo è la rivista specializzata Chemist&Druggist.
L’intervento della Npa discende da un sondaggio condotto tra il 26 marzo e il 6 aprile su cento farmacie online britanniche, circa un quarto di tutte quelle attive nel Paese. I risultati descrivono un fenomeno ormai strutturale: il 10% degli intervistati ha denunciato la clonazione dei propri canali digitali, mentre due farmacie online su cinque riferiscono di aver visto nell’ultimo anno pazienti acquistare inconsapevolmente farmaci per la perdita di peso da fornitori non regolamentati.
Il meccanismo, spiega l’associazione, è sofisticato. I gruppi criminali copiano grafica, loghi, nome commerciale e contenuti delle vere farmacie, replicano video informativi pubblicati sui social e in alcuni casi arrivano a utilizzare anche i simboli delle autorità di vigilanza. Tra i marchi impropriamente riprodotti figurerebbero quelli della Care Quality Commission (Commissione per la qualità dell’assistenza) e del General Pharmaceutical Council, l’ordine professionale dei farmacisti britannici.
In un caso riportato dalla Npa, una farmacia si è accorta del furto d’identità solo dopo essere stata contattata da un paziente che aveva acquistato una penna contraffatta di Mounjaro da un sito che si spacciava per l’esercizio autentico, a un prezzo pari a un quarto di quello di mercato. In un altro episodio, un consumatore che aveva ordinato un farmaco Glp-1 da un venditore illecito ha ricevuto una penna senza ago e con l’etichetta intestata a un altro paziente.
Nel mirino della Npa ci sono anche l e autorità pubbliche. Il 92% delle farmacie coinvolte nel sondaggio giudica inadeguata la risposta alle loro segnalazioni da parte della Mhra (Medicines and Healthcare products Regulatory Agency, l’agenzia britannica dei medicinali). Per questo l’associazione invoca «azioni più dure di contrasto» e il ripristino di regole precedenti alla Brexit che consentivano di consultare un elenco ufficiale delle farmacie online autorizzate con loghi identificativi standardizzati.
Tra le proposte figura anche l’introduzione del dominio dedicato “.pharmacy”, sul modello del “.gov”, per rendere immediatamente riconoscibili i siti regolamentati. Una misura che, se adottata, potrebbe offrire spunti di riflessione anche in altri mercati europei, Italia compresa, dove cresce il commercio elettronico di prodotti salute e benessere.
La Mhra, interpellata dalla testata britannica, ha replicato che tutte le segnalazioni vengono prese «estremamente sul serio». Il responsabile dell’unità investigativa Tim Duffield ha ricordato sequestri e arresti che hanno impedito a milioni di dosi potenzialmente pericolose di raggiungere i pazienti, sottraendo ai criminali profitti illeciti per milioni di sterline. Ma per la Npa il divario tra la scala del fenomeno e la capacità di risposta resta ampio.