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Brexit, Aifa consiglia agli importatori di prepararsi allo scenario “no deal”

4 Aprile 2019

Salvo proroghe «al momento non prevedibili», dal 12 aprile produttori e importatori italiani che si riforniscono di sostanze attive dal Regno Unito dovranno considerare questo Paese «esterno all’Unione Europea». Lo rende noto l’Aifa con una nota pubblicata sul proprio sito per preparare le aziende della filiera alla sempre più probabile “Brexit no deal”, cioè l’uscita dall’Ue della Gran Bretagna senza un accordo tra Londra e Bruxelles sul percorso attuativo.

«A causa dell’incertezza sulla conclusione delle trattative» scrive l’Aifa «è fortemente raccomandato» che dal 12 aprile le imprese considerino il Regno Unito «un Paese terzo». In tale prospettiva, è quindi opportuno «porre in atto in via preventiva una serie di adempimenti», a partire dall’aggiornamento delle «autorizzazioni/registrazioni attualmente in vigore» da parte di «tutti gli importatori di sostanze attive, regolarmente autorizzati/registrati da Aifa». A tale scopo, conclude la nota, l’ufficio Ispezioni e autorizzazioni Gmp Materie prime ha predisposto un breve manuale con l’elenco dei documenti da aggiornare o ripresentare.