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Un celiaco su 5 mangia glutine senza saperlo. Ma è in arrivo un nuovo test

11 Febbraio 2020

Un celiaco su cinque, dicono le ricerche, ingerisce glutine senza saperlo, per colpa di qualche alimento contaminato. Ne conseguono rischi concreti per la dieta e per la gestione della malattia, rischi che finora hanno impensierito anche medici e clinici. Ora però c’è un nuovo test, grazie al quale è possibile misurare la quantità di peptide del glutine presente nelle urine e nelle feci dei pazienti. Una vera e propria svolta, perché consente il monitoraggio reale e costante della malattia, apportando laddove necessario le giuste correzioni. L’annuncio arriva dal convegno “Celiachia e altri disordini glutine-correlati: Update 2020”, organizzato a Milano da Università degli Studi e Fondazione Irccs Cà-Granda per fare il punto su ricerca clinica e numeri della patologia.

In trent’anni, dicono le statistiche, si è passati da un celiaco ogni 2mila persone a uno su 150, un incremento da addebitare a tecnologie di diagnosi più sofisticate – che hanno fatto emergere casi prima inconsapevoli – e a diversi stili di vita. Anche la malattia però è cambiata: trent’anni fa colpiva principalmente in età pediatrica e riguardava tra i 3 e i 5mila italiani (tanto che si parlava di patologia rara) oggi l’incidenza si aggira tra lo 0,5 e l’1,5%. E i più colpiti sono i bambini tra i 4 e gli 8 anni e gli adulti tra i 25 e i 35 anni. In età pediatrica si manifesta il 30% dei casi, il restante 70% si palesa in età adulta. La malattia colpisce prevalentemente il sesso femminile, con un rapporto 3/1.

«Esiste una tendenza reale all’aumento di questa patologia autoimmune» osserva Luca Elli, responsabile del Centro celiachia della Fondazione Irccs Cà-Granda di Milano «per molteplici cause molte delle quali ancora tutte da verificare. Per esempio i cambiamenti nelle tecniche di coltivazione, molto più intensiva e fertilizzata, gli stili di vita e l’uso di antibiotici anche in età pediatrica».

«I numeri parlano da soli» aggiunge Maurizio Vecchi, direttore del convegno e direttore dell’unità operativa di Gastroenterologia del Policlinico di Milano «sono 600mila i casi evidenziati dagli screening e oltre 400mila i pazienti celiaci non diagnosticati». Ed è in questo contesto che si inserisce la notizia del nuovo test diagnostico. «Sarà possibile capire se si stia mangiando in maniera occulta qualunque alimento con glutine» continua Lelli «allo stato attuale non abbiamo dati riguardanti la situazione italiana, il primo trial è attualmente in corso. Eppure, secondo studi internazionali, circa il 20% dei celiaci mangia qualche alimento con il glutine senza saperlo».