Sono 450mila le vaccinazioni antinfluenzali somministrate in Lombardia dalle 1.300 farmacie che hanno aderito alla campagna 2025-2026, cui vanno aggiunte più di 122mila inoculazioni di vaccino anti-covid e quasi 29mila vaccinazioni antipneumo-cocciche. Lo ha ricordato la presidente di Federfarma Lombardia, Annarosa Racca, intervenendo ieri a Milano alla settima tappa del roadshow promosso da Motore Sanità con il contributo incondizionato di Pfizer, Gsk, Msd e Csl Seqirus. Al centro del confronto, il ruolo della farmacia dei servizi nella riforma della Sanità disegnata dal Pnrr e in particolare nelle vaccinazioni, considerate le novità introdotte dal decreto Semplificazioni.
Il provvedimento, è stato ricordato durante i lavori, rappresenta un passaggio importante nel percorso di consolidamento della farmacia dei servizi perché introduce standard di accreditamento uniformi, semplifica le procedure organizzative e riconosce in modo strutturale il ruolo del farmacista vaccinatore. L’obiettivo è favorire una maggiore diffusione delle attività di prevenzione sul territorio e migliorare l’accessibilità ai servizi sanitari.
«La Lombardia» ha osservato in apertura Luciano Flor, coordinatore dell’Osservatorio innovazione di Motore Sanità «è la regione dove la farmacia dei servizi si è sviluppata e lavora in modo più consistente, e rappresenta quindi un’esperienza da cui trarre indicazioni sul percorso con cui integrare nel Ssn questo modello».
«La farmacia rappresenta a pieno titolo un tassello della prossimità del Ssn» ha detto dal canto suo Marco Alparone, vicepresidente e assessore al Bilancio della Regione Lombardia «e lo è per meriti propri. Lo sforzo della Regione, quindi, dev’essere ora quello di costruire un modello in cui la farmacia può collaborare con gli altri attori della prossimità – come i medici di medicina generale – per fornire una risposta ai bisogni dei cittadini».
Per Martina Sassoli, consigliere della III Commissione Sanità e Politiche sociali della Regione Lombardia, la valorizzazione delle farmacie è una risposta concreta alle criticità che attraversano il sistema sanitario. «La sfida della sanità italiana passa anche dalla capacità di valorizzare il primo presidio sanitario di prossimità», ha osservato, sottolineando come la capillarità della rete farmaceutica possa contribuire a promuovere la prevenzione e ad alleggerire la pressione su ospedali e pronto soccorso. Le farmacie, ha aggiunto, non sono più soltanto luoghi di dispensazione del farmaco ma autentici presìdi di comunità in grado di intercettare i bisogni di salute dei cittadini.
A portare i numeri dell’esperienza lombarda è stata Annarosa Racca, presidente di Federfarma Lombardia. Particolarmente significativo, nel bilancio della campagna 2025-2026, i numeri della vaccinazione anti-pneumococcica, introdotta in farmacia soltanto lo scorso anno: sono 30mila i lombardi che hanno scelto la farmacia come punto di accesso per immunizzarsi contro una patologia che colpisce soprattutto anziani, fragili e pazienti cronici. «La possibilità di intercettare questi soggetti grazie alla capillarità della rete delle farmacie rappresenta un contributo decisivo al rafforzamento della sanità territoriale», ha affermato la presidente di Federfarma Lombardia, che ha ricordato il prossimo arrivo in farmacia di altre vaccinazioni (come l’Hpv).
Sulla stessa linea Francesco Rastrelli, delegato della Fofi per la Lombardia, che ha richiamato il contributo dei farmacisti non soltanto nella somministrazione ma anche nell’informazione e nella sensibilizzazione della popolazione. «La prevenzione trova nei farmacisti un alleato fondamentale per raggiungere i cittadini e favorire una maggiore adesione alle vaccinazioni», ha dichiarato, evidenziando come l’investimento della Lombardia nella sanità di prossimità abbia ulteriormente valorizzato il ruolo della professione.