dalla lombardia

Antipneumococcica, sondaggio Federfarma: serve comunicare di più

23 Giugno 2026

Quasi un lombardo su due non sa che il vaccino contro lo pneumococco è gratuito e oltre un terzo non conosce i rischi associati alla polmonite pneumococcica. Sono due dei dati più significativi che emergono dall’indagine «Farmacie per la Prevenzione Pneumococcica», promossa da Federfarma Lombardia attraverso la rete delle farmacie aderenti alla campagna vaccinale con l’obiettivo di misurare conoscenza, percezione e atteggiamenti dei cittadini nei confronti della profilassi antipneumococcica.

L’indagine è stata condotta tra il 24 novembre 2025 e il 22 aprile 2026 e ha coinvolto 266 farmacie sulle 696 abilitate alla vaccinazione antipneumococcica in Lombardia, pari a un tasso di adesione del 38,2%. In 121 giorni sono stati raccolti 9mila questionari, con una copertura che ha interessato tutte le dodici province lombarde. Il campione risulta sostanzialmente equilibrato sotto il profilo del genere, con il 52% di donne e il 48% di uomini.

Uno degli aspetti più rilevanti emersi dalla survey riguarda proprio il livello di informazione sulla malattia: il 62% degli intervistati dichiara di conoscere i rischi associati alla polmonite pneumococcica, il restante 38% ammette invece di non essere consapevole delle possibili conseguenze dell’infezione. Un dato che conferma come la percezione del rischio rappresenti ancora oggi uno dei principali ostacoli all’adesione vaccinale.

Accanto al deficit informativo sulla malattia emerge poi una conoscenza ancora insufficiente delle opportunità offerte dal Servizio sanitario regionale. Alla domanda sulla gratuità della vaccinazione, infatti, solo il 50,6% degli intervistati ha risposto correttamente, mentre il 49,4% non sapeva che il vaccino è disponibile senza costi per le categorie aventi diritto. Tra i cittadini che dichiarano di conoscere i rischi della polmonite, quasi duemila ignorano comunque la gratuità della vaccinazione, segnale di una comunicazione che non sempre riesce a trasformare la consapevolezza della malattia in un concreto percorso di prevenzione.

L’indagine evidenzia inoltre il peso delle difficoltà organizzative. Il 63,3% dei partecipanti indica infatti la scomodità come uno dei motivi che hanno contribuito a rimandare o evitare la vaccinazione. Distanza dai centri vaccinali, orari poco compatibili con le esigenze personali e difficoltà di prenotazione continuano dunque a rappresentare fattori in grado di incidere sulle scelte dei cittadini. Un risultato che rafforza il ruolo delle farmacie come punti di accesso di prossimità ai servizi di prevenzione.

Tra le barriere emerge anche la carenza di informazioni sui rischi della malattia: il 56,3% degli intervistati riconosce che la mancata conoscenza delle possibili conseguenze della polmonite pneumococcica ha influito sulla decisione di non vaccinarsi. Il dato conferma come informazione sanitaria e accessibilità debbano procedere insieme per migliorare le coperture vaccinali.

Sul fronte della fiducia nei vaccini, la situazione appare nel complesso favorevole. Il 79% dei partecipanti dichiara di credere nell’efficacia delle vaccinazioni, mentre il 21% si mostra scettico. Tuttavia la fiducia nella protezione garantita dal vaccino non elimina del tutto le preoccupazioni: il 53,6% degli intervistati ammette infatti di temere possibili effetti collaterali. Ne emerge il profilo di cittadini che riconoscono il valore della vaccinazione ma che continuano a nutrire dubbi e timori, soprattutto sul piano della sicurezza percepita.

Una seconda analisi, condotta sulle attività di screening svolte nelle farmacie tra novembre 2025 e aprile 2026, conferma la capacità della farmacia di intercettare bisogni di prevenzione ancora inespressi. Su 22.243 interazioni effettivamente analizzate, il 10,5% dei cittadini non vaccinati si è dichiarato disponibile a ricevere il vaccino dopo essere stato informato dal farmacista. Un risultato che evidenzia il valore dell’intervento professionale e della consulenza personalizzata nel favorire l’adesione alle campagne vaccinali.

«L’indagine conferma il ruolo strategico delle farmacie di comunità nella prevenzione e nell’educazione sanitaria» commenta la presidente di Federfarma Lombardia, Annarosa Racca. «I risultati mostrano che esistono ancora importanti margini di miglioramento sia sul piano dell’informazione sia su quello dell’accessibilità. Molti cittadini non conoscono la gratuità della vaccinazione, altri sottovalutano i rischi della malattia o nutrono timori sugli effetti collaterali. La capillarità delle farmacie e il rapporto di fiducia che i farmacisti hanno costruito con i cittadini possono contribuire in modo decisivo a colmare questi gap, favorendo una maggiore adesione alle vaccinazioni e rafforzando la prevenzione sul territorio».