Qualche anno fa ne voleva vendere due, ora invece valuta di aprire la quinta. Stiamo parlando del comune di Ascoli Piceno, che secondo quanto riferisce un articolo del quotidiano Il Resto del Carlino starebbe ragionando sull’istituzione di una nuova farmacia pubblica, che andrebbe ad aggiungersi alle quattro già in attività. Secondo il giornale, a muovere l’amministrazione sarebbero i risultati economici conseguiti dalle comunali negli ultimi anni, in cui i proventi sono cresciuti dai 6,68 milioni di euro del 2022 ai 9,26 milioni del 2024 e ai dieci abbondanti del 2025.
Sugli scudi, in particolare, la farmacia comunale numero 2, che ha visto il fatturato aumentare del 31,5% grazie al trasferimento – un anno fa – nella nuova sede di via Napoli. «Le farmacie comunali» ha è la dichiarazione del sindaco di Ascoli, Marco Fioravanti, riportata da Il Resto del Carlino «rappresentano un presidio fondamentale di prossimità e professionalità, e il loro successo è frutto di un lavoro di squadra che coinvolge amministratori, dipendenti e cittadini».
Peccato però che solo qualche anno prima il comune avesse ben altre opinioni. Nella carica di primo cittadino non c’era Fioravanti (FdI) ma Guido Castelli (Forza Italia), ma ad amministrare era sempre il centrodestra. Il periodo è quello che va tra il 2018 e il 2022 e in quei quattro anni circa – come i farmacisti ascolani ricorderanno – il comune ne fece di ogni per cercare di liberarsi di due delle sue quattro farmacie. Il motivo? Ricavi deludenti, che l’amministrazione cittadina pensava di rimpolpare vendendo le due sedi meno performanti (una era la numero due, guarda caso) e aprirne un’altra in deroga all’interno del centro commerciale Oasi-Battente.
L’operazione scatenò una lunga stagione di contenziosi davanti alla giustizia amministrativa con ordine dei farmacisti e Federfarma, sia sulle dismissioni (una era stata rilevata dal gruppo della sanità privata Villa San Marco) sia sull’apertura in deroga. La partita terminò con un pareggio (i titolari vinsero sulla privatizzazione e persero sull’apertura in deroga) e così il comune rinunciò alle dismissioni e si limitò ridistribuire le sue farmacie, con la numero 1 nel centro commerciale e la numero 2 trasferita in una sede più trafficata.
Ora i progetti per l’apertura di una quinta farmacia. Ma chi l’ha detto che non si può cambiare idea?