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Emilia Romagna: i mmg firmano l’Air, Case di comunità h12 e Aft tra le novità

7 Febbraio 2026

«Un accordo fortemente innovativo, che potrà diventare un punto di riferimento anche a livello nazionale». Così il presidente della Regione Emilia‑Romagna, Michele de Pascale, e l’assessore alle Politiche per la salute Massimo Fabi hanno presentato nei giorni scorsi il nuovo Accordo integrativo regionale (Air) per la medicina generale, sottolineando come l’intesa ridisegni «le fondamenta organizzative, strutturali e operative del medico di assistenza primaria» e promuova la condivisione di spazi, competenze e professionisti, rafforzando al tempo stesso standard omogenei su tutto il territorio.

Per le farmacie, chiamate sempre più a giocare un ruolo di prossimità nella sanità territoriale, è utile sapere che l’Accordo integrativo dei medici di famiglia introduce un modello orientato a una presa in carico più strutturata e integrata dei cittadini. Il baricentro dell’assistenza si sposta infatti dall’attività individuale a un’organizzazione di rete, fondata sulle Aggregazioni funzionali territoriali (Aft) e sulle Case della comunità. Le Aft diventano il pilastro obbligatorio del sistema, con una popolazione di riferimento ottimale di circa 30mila assistiti, e operano come forme mono-professionali integrate nel sistema aziendale, con compiti assistenziali e di governo clinico.

Elemento chiave dell’accordo è l’accessibilità: grazie alle équipe delle Aft, gli assistiti potranno rivolgersi agli studi medici fino a 12 ore al giorno dal lunedì al venerdì, in qualunque sede si trovino i professionisti. Nelle Case della comunità – che diventano la sede di riferimento delle Aft – i medici garantiscono attività ambulatoriale continuativa dalle 8 alle 20, con accesso diretto rivolto all’intera popolazione. In parallelo viene rafforzato il lavoro multiprofessionale attraverso le Unità complesse di cure primarie, che integrano medici di famiglia, pediatri, specialisti ambulatoriali, infermieri e assistenti sociali per rispondere ai bisogni di salute più complessi.

L’Air consolida anche il ruolo delle strutture territoriali per le urgenze minori: i Cau attivi presso le Case della comunità o in altre sedi territoriali vengono ricondotti agli “Ambulatori di Aft della medicina generale”, mantenendo assetto organizzativo e dotazioni tecnologiche attuali, mentre quelli collocati presso i Dea continuano a operare con gli stessi standard assistenziali. Il tutto si integra con la centrale telefonica 116117, per migliorare l’orientamento dei cittadini e l’accesso appropriato ai servizi.

Sul piano dei percorsi di cura, l’accordo imprime un’accelerazione alla presa in carico delle cronicità, con l’implementazione del Piano nazionale della cronicità attraverso Piani e Patti di cura e un approccio proattivo basato sull’analisi dei bisogni della popolazione (population health management). L’obiettivo dichiarato è passare dall’erogazione di singole prestazioni alla gestione coordinata di percorsi clinici strutturati, in grado di accompagnare il paziente nel tempo.

Un altro asse portante riguarda l’appropriatezza prescrittiva e la digitalizzazione. Viene istituito un fondo dedicato per incentivare l’adozione di protocolli clinici condivisi, integrati nelle cartelle elettroniche regionali, così da supportare il medico nelle scelte diagnostiche e specialistiche e ridurre le prescrizioni non necessarie. Contestualmente diventano obbligatori l’uso della ricetta dematerializzata, del Fascicolo sanitario elettronico e l’invio del patient summary, in linea con gli obiettivi del Pnrr, rafforzando la circolazione delle informazioni cliniche lungo la filiera territoriale.

L’accordo introduce infine un sistema di monitoraggio basato su indicatori di processo, performance ed esito condivisi a livello regionale, che non fanno più riferimento al singolo professionista ma all’intera Aft. Una parte delle risorse viene collegata al raggiungimento di target di salute e appropriatezza, con l’intento di promuovere un lavoro realmente integrato e orientato ai risultati.

«Sarà garantita una presa in carico multidisciplinare e integrata dei pazienti – hanno ribadito de Pascale e Fabi – anche grazie alle équipe multiprofessionali che operano nelle Case della comunità. Le pazienti e i pazienti potranno avere accesso agli studi medici delle Aft fino a 12 ore al giorno, cinque giorni su sette, e viene implementata la presa in carico delle cronicità».