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Forlì-Cesena, si riapre la polemica sulla diretta extra-pht nell’Asl Romagna

11 Aprile 2026

A causa del ticket sui farmaci introdotto dalla Regione nel maggio scorso, gli assistiti dell’Emilia Romagna hanno consumato quasi tre milioni di confezioni in meno nel giro di sette mesi, per una contrazione di oltre il 6,5%. Lo aveva detto nell’ottobre scorso Pietro Vignali, presidente del gruppo Forza Italia all’Assemblea regionale, e lo conferma ora a Il Resto del Carlino il presidente di Federfarma Forlì e Cesena, Alberto Lattuneddu. Che però punta il dito anche su un’altrsa “concausa”: la distribuzione diretta dei farmaci dell’extra-pht. «Il ticket ha contribuito certamente a responsabilizzare i cittadini nell’utilizzo dei farmaci» dice Lattuneddu in un’intervista pubblicata ieri «ma c’è dell’altro».

Il farmacista cita i dati che la stessa Regione aveva fornito a Federfarma e Assofarm un mese fa: nella sola provincia di Forlì-Cesena si concentra circa il 56% della distribuzione diretta dell’intera Asl Romagna. In particolare, sono 410.797 le confezioni di farmaci extra-Pht distribuite nel 2025 in modalità diretta. «Questi volumi sfuggono alla farmaceutica convenzionata e quindi alle statistiche utilizzate per misurare l’impatto del ticket» rimarca Lattuneddu «in altri termini, una parte del calo registrato nelle farmacie territoriali potrebbe essere semplicemente traslata verso il canale ospedaliero, dove quei medicinali vengono erogati senza compartecipazione alla spesa.

L’ipotesi trova una parziale sponda anche dall’altra parte del sistema. L’Asl Romagna, interpellata dal quotidiano, non contesta l’elevato ricorso alla distribuzione diretta nella provincia di Forlì-Cesena e ne offre una chiave di lettura articolata. «Storicamente i volumi di prescrizione sono più elevati rispetto agli altri ambiti provinciali», spiega al giornale Fabio Pieraccini, responsabile della Direzione tecnica assistenza farmaceutica, richiamando fattori epidemiologici, socio-economici e di cronicità della popolazione, oltre a «diverse abitudini prescrittive» su cui sono in corso confronti con i medici di medicina generale. Una maggiore intensità prescrittiva che, precisa, «si ripercuote sia sul canale delle farmacie convenzionate sia nella distribuzione diretta», mantenendo una proporzione tra i due circuiti.

Resta però il nodo, sollevato anche dal quotidiano, della diversa esperienza per i cittadini: a parità di patologia, c’è chi paga il ticket in farmacia e chi riceve il farmaco gratuitamente attraverso i punti ospedalieri. Pieraccini chiarisce che i medicinali in questione «vengono erogati prevalentemente alla dimissione da ricovero o ambulatoriale e per patologie croniche complesse», spesso in continuità con terapie che richiedono il ritiro ospedaliero. E aggiunge che, nel complesso, i volumi distribuiti direttamente restano inferiori rispetto a quelli della convenzionata. Ma le farmacie non è c he si sentano consolate.