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Lazio, inibitori di Pcsk9 trasferiti alla dpc. La Regione: semplifichiamo accesso

15 Aprile 2026

Dal primo aprile gli inibitori di Pcsk9 escono dal perimetro della distribuzione diretta e approdano nelle farmacie del territorio laziali attraverso la dpc. Per oltre 11mila assistiti quindi niente più ritiro presso le strutture ospedaliere o i punti dedicati, ma accesso alla terapia sotto casa, grazie alla rete capillare delle farmacie di comunità. È la novità annunciata dalla Regione Lazio, che presenta il provvedimento come un ulteriore tassello del percorso di territorializzazione dell’assistenza farmaceutica avviato negli ultimi anni.

Gli inibitori di Pcsk9 – anticorpi monoclonali impiegati per ridurre il colesterolo Ldl nei pazienti ad alto rischio cardiovascolare o non adeguatamente controllati con altre terapie – rappresentano una delle classi più innovative nel trattamento dell’ipercolesterolemia. Proprio per il loro profilo clinico e per il target di pazienti a cui si rivolgono, la loro riclassificazione al canale della distribuzione per conto assume un rilievo particolare: da un lato alleggerisce i percorsi di accesso, dall’altro rafforza il ruolo della farmacia convenzionata nella presa in carico delle cronicità.

Secondo quanto riferito dalla Regione, il passaggio dal canale ospedaliero a quello territoriale è l’esito di una programmazione avviata nel 2025. In quella fase erano stati ampliati i farmaci erogati in dpc, con l’inserimento delle terapie per la sclerosi multipla e degli ipolipemizzanti orali alternativi alle statine. Un’evoluzione che, nelle intenzioni dell’amministrazione, ha creato le condizioni organizzative e logistiche per estendere ora il modello anche agli inibitori di Pcsk9.

La logica dell’intervento è duplice. Da una parte, semplificare la vita dei pazienti cronici, riducendo spostamenti, attese e adempimenti per il ritiro del farmaco. Dall’altra, utilizzare una filiera distributiva già strutturata sul territorio, capace di garantire tracciabilità, continuità delle forniture e prossimità assistenziale senza gravare sulle strutture centrali del servizio sanitario regionale. In altri termini, spostare il punto di consegna più vicino al cittadino senza modificare i criteri prescrittivi e di appropriatezza clinica.

Il Lazio quantifica in circa 15mila gli assistiti già coinvolti nel 2025 dalle precedenti estensioni della dpc. Sommando i nuovi pazienti interessati dagli inibitori di Pcsk9, la platea dei cittadini che beneficia del rafforzamento del canale convenzionato cresce ulteriormente e offre una misura della portata del progetto.