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Francia, già sette farmacie nel network contro la desertificazione

13 Gennaio 2026

Ci sarebbero già delle farmacie pronte a entrare nel circuito France Santé, la rete di strutture sanitarie certificate che il governo francese ha lanciato lo scorso novembre per rafforzare l’accesso alle cure attraverso la telemedicina e altri servizi e contrastare la desertificazione sanitaria. A rivelarlo è la Fédération des syndicats pharmaceutiques de France (Fspf), secondo la quale sarebbero sette gli esercizi in lizza per fregiarsi del marchio che identifica le strutture affiliate al circuito.

L’annuncio è arrivato dal presidente del sindacato titolari, Philippe Besset, nel corso dei tradizionali auguri alla stampa. «Un centinaio di ospedali locali, 900 case della salute e sette farmacie sono stati preselezionati per essere etichettati France Santé» ha dichiarato, precisando che una delle farmacie candidate è gestita da un presidente provinciale della Fspf. Il governo, ha aggiunto Besset, non ha atteso l’apertura delle negoziazioni per il rinnovo della convenzione (in calendario a febbraio) e ha dato avvio operativo al programma annunciato in autunno dal primo ministro Sébastien Lecornu.

Come FPress aveva già riferito, France Santé punta a creare una rete di strutture certificate – ospedali di prossimità, cliniche, ambulatori, case della salute e anche farmacie – selezionate dalle Agenzie regionali di sanità (Ars, le autorità sanitarie territoriali francesi) con il compito di garantire un accesso più omogeneo alle cure sul territorio, in particolare nelle aree sotto-servite. Il cuore del progetto è lo sviluppo di servizi di telemedicina, dalla teleconsultazione al teleconsulto, in grado di collegare il paziente con medici e specialisti anche a distanza.

Per rendere possibile l’investimento tecnologico e organizzativo, ogni struttura che otterrà il marchio France Santé potrà beneficiare di un finanziamento pubblico di 50mila euro. Secondo Besset, le risorse serviranno «a installare cabine di teleconsultazione o ancora a favorire l’installazione di altri professionisti sanitari in locali adiacenti», un passaggio che, per le farmacie coinvolte, significa di fatto trasformarsi in veri e propri hub territoriali della sanità di prossimità.

Il nuovo dispositivo, inserito nell’articolo 63 della Loi de financement de la Sécurité sociale (Lfss, la legge di finanziamento della sicurezza sociale) per il 2026, non è però privo di critiche. Molti attori del sistema sanitario transalpino temono che France Santé finisca per sovrapporsi e fare concorrenza a strutture già esistenti come le Cpts (Communautés professionnelles territoriales de santé, reti territoriali di professionisti), le Msp (Maisons de santé pluriprofessionnelles) o i dispositivi Escap di coordinamento delle cure. La Fspf, pur consapevole di queste tensioni, adotta una linea più pragmatica. «Ogni aiuto è buono da prendere, do una chance a questa rete, soprattutto se l’obiettivo è affidare all’officina il pilotaggio per migliorare l’accesso alle cure», ha commentato Besset.

Per il sindacato dei farmacisti, il fatto che una delle farmacie selezionate sia guidata dal presidente dei titolari delle Hautes-Pyrénées rappresenta anche un banco di prova diretto a valutare come il progetto verrà concretamente implementato. La Fspf, ha spiegato il suo presidente, resterà comunque «attenta ai progressi del progetto», consapevole che molto dipenderà dalle modalità con cui le Ars concederanno le affiliazioni e integreranno le farmacie nella rete.