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Germania, semaglutide: la stampa indaga sulle relazioni dell’industria

24 Maggio 2023

Liraglutide, exenatide, lixisenatide, dulaglutide e soprattutto semaglutide godono ormai tra il grande pubblico di una notorietà che non è comune per un farmaco con obbligo di ricetta. Non è un fenomeno soltanto italiano e in Germania un articolo della rivista specializzata Daz.online cerca di capirne le ragioni: il passaparola dei social media ha il suo peso, non c’è dubbio, ma se oggi nelle farmacie di mezza Europa gli incretino-mimetici sono soggetti a indisponibilità – osserva il magazine – è anche per altri motivi.

Sebbene sviluppati in origine per trattare le persone con diabete di tipo 2, gli agonisti del recettore del Glp-1 devono buona parte della notorietà all’uso off-label per la perdita di peso. E questo, osserva Daz.online, nonostante nel novembre scorso la Società tedesca di endocrinologia avesse avvisato sui rischi di effetti collaterali: a parte le ricadute sulle forniture ai pazienti con diabete, gli analoghi delle incretine sono stati associati a peggioramenti della retinopatia diabetica, in particolare nei trattamenti sottocutanei a base di semaglutide. Per tale motivo, la società scientifica raccomandava un test per la retinopatia prima dell’inizio della terapia con semaglutide.

Intanto, rileva Daz.online, ad aprile si sono registrati nuovi colli di bottiglia nelle forniture di dulaglutide e semaglutide. Le aziende produttrici spiegano le difficoltà con l’inaspettato aumento della domanda e i giornali chiamano in causa a loro volta i social media, ma per la Società tedesca di endocrinologia anche l’industria ha qualche responsabilità. In particolare, un articolo pubblicato a marzo dal quotidiano britannico The Guardian parla di una «campagna di pubbliche relazioni» orchestrata da Novo Nordisk per semaglutide, nell’ambito della quale alcuni alcuni esperti d’Oltremanica sarebbero stati pagati per parlare positivamente di semaglutide nella perdita di peso. Il Guardian, peraltro, avverte che «non c’è alcuna prova che i pagamenti abbiano infranto le regole in materia e l’azienda nega di avere mai agito deliberatamente al di fuori degli standard etici o legali. I destinatari degli emolumenti, dal canto loro, dichiarano di non essere stati influenzati e hanno sempre segnalato tutti i loro rapporti economici. Ma i critici sollevano perplessità sulla condotta di Novo Nordisk nel Regno Unito».

Negli Stati Uniti, ricorda ancora Daz.online, semaglutide è stato approvato per la perdita di peso con il nome commerciale di Wegovy, in dosi iniettabili fino a 2,4 mg una volta alla settimana. Wegovy è stato approvato approvato per il trattamento dell’obesità dalla Commissione europea, ma in Germania e in Gran Bretagna non è ancora sul mercato.

Sempre a marzo, il British Medical Journal (Bmj) ha riferito che Novo Nordisk è stata sospesa dall’Apbi (la Farmindustria britannica) «per gravi violazioni» del codice di condotta. All’origine però non ci sono attività legate a semaglutide bensì a liraglutide, disponibile sul mercato tedesco con il nome commerciale di Saxenda e indicato per la regolazione del peso. Il caso che ha fratto scoppiare l’affaire, riporta il Bmj, riguarderebbe la sponsorizzazione di un corso di formazione sulla gestione del peso rivolto agli operatori sanitari. Tra i contenuti divulgati figuravano informazioni positive su Saxenda e secondo l’Apbi l’evento era in realtà una campagna pubblicitaria «mascherata», che l’azienda ha consapevolmente finanziato.

Anche il quotidiano tedesco Welt si è occupato del clamore che circonda semaglutide: un servizio pubblicato di recente, riporta Daz.online, «mostra che in Germania Novo Nordisk è un generoso finanziatore di associazioni medico-scientifiche che si occupano di diabete e obesità». Intanto, da aprile el autorità tedesche hanno disposto che le prescrizioni di semaglutide su ricetta bianca possoo essere accettate soltanto se rispettano l’indicazione “inlabel”, ossia per il trattamento del diabete.