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Inghilterra, governo punta ad ampliare vaccinazione delle farmacie

7 Marzo 2026

Il governo britannico prepara una riforma normativa destinata a consolidare e ampliare il ruolo delle farmacie nella somministrazione dei vaccini. Come riferisce un articolo del Pharmaceutical Journal, alcune delle flessibilità introdotte durante la pandemia di Covid-19 saranno rese permanenti e applicate a tutti i vaccini contro malattie infettive causate da virus o batteri, con l’obiettivo di migliorare l’accesso alla vaccinazione e ridurre le disuguaglianze sanitarie.

Le modifiche emergono dalla risposta del governo alla consultazione pubblica sulle proposte di revisione delle Human Medicines Regulations 2012 (il Regolamento britannico che disciplina l’autorizzazione e l’uso dei medicinali), pubblicata il 20 gennaio scorso. Secondo l’esecutivo, le nuove disposizioni permetteranno una maggiore flessibilità nella distribuzione dei vaccini e rafforzeranno il contributo delle farmacie territoriali alle politiche di prevenzione del Nhs (National Health Service, il servizio sanitario pubblico del Regno Unito).

Uno degli interventi più significativi riguarda la possibilità di erogare vaccinazioni anche al di fuori dei locali della farmacia o dell’ospedale. I farmacisti – ma non i tecnici di farmacia – potranno preparare o assemblare i vaccini in sedi diverse da quelle abituali, facilitando così iniziative di vaccinazione “outreach”, cioè con servizi mobili o sul territorio, rivolti in particolare alle popolazioni che hanno maggiori difficoltà ad accedere ai canali tradizionali. «Ci aspettiamo che l’estensione di questa disposizione ad altri programmi vaccinali aumenti l’accesso ai vaccini per i pazienti che non riescono a utilizzare i servizi tradizionali» ha spiegato il governo nella sua risposta alla consultazione.

Un ulteriore cambiamento riguarda la gestione delle scorte. I fornitori di servizi del Nhs potranno ridistribuire i vaccini tra strutture diverse senza dover ottenere una licenza da grossista (wholesale dealer’s licence), a condizione che la ridistribuzione sia clinicamente necessaria e che i vaccini rimangano nel loro confezionamento originale. La misura mira a rendere più flessibile la catena di approvvigionamento e a evitare sprechi o carenze locali.

Tra i sostenitori della riforma figura anche la professione farmaceutica. Claire Anderson, presidente della Royal Pharmaceutical Society (Rps, l’organizzazione professionale che rappresenta i farmacisti nel Regno Unito), ha accolto con favore la decisione del governo: «Rendere permanenti alcune delle principali flessibilità introdotte durante la pandemia e applicarle a tutti i vaccini contribuirà a migliorare l’accesso, rafforzare le catene di approvvigionamento e sostenere la prevenzione nel Regno Unito». Anderson ha anche sottolineato che l’estensione delle attività delle farmacie, comprese le iniziative di vaccinazione sul territorio, potrà contribuire a ridurre le disuguaglianze sanitarie, purché sia accompagnata da adeguati meccanismi di governance, formazione e supporto alla forza lavoro.

Le modifiche legislative saranno introdotte con la cosiddetta affirmative procedure, cioè una procedura parlamentare che richiede l’approvazione esplicita di entrambe le Camere prima dell’entrata in vigore. Se confermate, le nuove norme rafforzeranno ulteriormente il ruolo delle farmacie nella strategia vaccinale del Nhs, confermando una tendenza già emersa durante la pandemia: utilizzare la capillarità della rete territoriale delle farmacie per ampliare l’accesso ai servizi di prevenzione e aumentare la copertura vaccinale della popolazione.